Atlas
“The Mastermind” mostra come la vita, spesso, si consumi in illusioni infrante
Era il 17 maggio 1972 quando due uomini entrarono al Worcester Art Museum, in Massachusetts, e ne uscirono poco dopo, di fretta, portando con sé quattro dipinti di Paul Gauguin, Pablo Picasso e un presunto Rembrandt, oggi ritenuto opera di uno dei suoi studenti. Il colpo durò circa cinque minuti. Erano armati e mascherati, per rendersi irriconoscibili. Durante la rapina tennero sotto tiro un gruppo di adolescenti in visita con la scuola e spararono a una guardia di sicurezza, che cercava di bloccarli. La polizia arrivò sul posto poco dopo, seguita da agenti dell’FBI e funzionari della dogana. Con un...
Cultura
25 anni dopo, Iñarritu rilegge il suo capolavoro “Amores perros” perché ha ancora molto da dirci
Il cinema non è solo la vita senza le parti noiose, come diceva Hitchcock. In ogni opera cinematografica esiste una distanza tra ciò che vediamo e tutto ciò che ne è stato escluso. È una distanza strutturale, che definisce l’opera stessa: ogni film è fatto di scelte, e ogni scelta implica uno scarto, ancor più che nella vita. La riflessione sul punto di vista, sulla selezione e sulla natura del materiale non utilizzato in un momento in cui l’immagine digitale tende a ridurre e a smaterializzare la fisicità del processo creativo è oggi più che mai centrale. È proprio su...
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