The Vision

Siamo schiavi dell’idea che più siamo impegnati e meno ci rilassiamo, più valiamo come persone

Il busy bragging – la tendenza a vantarsi di essere sempre occupati che ci fa sentire soddisfatti di noi stessi solo se non abbiamo neanche una mezz’ora di tempo libero – è un fenomeno in forte aumento: se la società ci spinge a fare tanto e di farlo in fretta, noi finiamo per convincerci di valere solo se rispondiamo a queste pressioni e fondiamo così la nostra identità sulla capacità di produrre senza sosta e sulla quantità di impegni che riusciamo ad accumulare, fino a restarne sommersi. Questo fenomeno, infatti, in genere si ripercuote pesantemente sull’efficenza del lavoro stesso e sulla nostra salute psicofisica.

I giovani si dimettono in massa perché hanno capito che il lavoro non può essere tutta la loro vita

La malsana convinzione che esista un solo modo di concepire, organizzare e praticare il lavoro sta inasprendo il rapporto fra le due generazioni che a oggi costituiscono domanda e offerta sul mercato. Da un report dell’Associazione Italiana Direzione Personale risulta che le dimissioni volontarie fra i giovani in Italia stanno toccando il 60% delle aziende. Ciò che emerge in modo lampante è lo scarto profondo fra generazioni sempre più distanti, i figli degli anni Sessanta e i millennial o la Gen Z, che chiedono di essere altro al di fuori del lavoro. Questa è la sfida cruciale: ripensare un sistema occupazionale innegabilmente in crisi.

Le lauree umanistiche risolvono problemi complessi quanto le scientifiche ma nessuno lo capisce

L’esperienza di Adriano Olivetti, che assunse nella sua azienda umanisti e intellettuali considerandoli una risorsa fondamentale, è stata la prima e unica in cui si è cercato di superare in ambito aziendale il dualismo fra cultura scientifica e umanistica, valorizzandole come due realtà complementari. Al contrario, la società contemporanea ha sostituito alla visione d’insieme dei saperi una netta differenziazione, tutta a svantaggio dell’apparente improduttività delle discipline umanistiche. Davanti a un contesto tanto impoverito, però, il ruolo del sapere umanistico deve essere centrale quanto quello scientifico.

Attualità

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Israele non tutela davvero diritti LGBTQ+ e donne. È solo marketing per giustificare la violenza.

L’operazione di rainbow e pink washing di Israele, che si racconta come l’unico difensore dei diritti LGBTQ+ e della parità di genere in Medio Oriente, è cominciata più di vent’anni fa, quando il governo contattò una delle più famose agenzie pubblicitarie americane, Young and Rubicam, per una consulenza di rebranding. Secondo le stime, “Brand Israel” sarebbe costata intorno ai 200 milioni di dollari. L’obiettivo era quello di rendere l’immagine di Israele all’estero meno legata alla religione e all’esercito e più cool e moderna.

Atlas

Atlas

“La ragazza con la pistola”, di Monicelli, non si piange addosso, ma ride guardandosi alle spalle

“La ragazza con la pistola”, film del 1968 di Mario Monicelli con Monica Vitti, è tra le pellicole che meglio mettono in scena non solo l’ironia senza pietà e la comicità tragica dell’universo monicelliano, ma anche la rappresentazione di una fase della storia d’Italia in cui la spinta verso la modernità e il progressismo sembravano voler dare davvero un nuovo volto al nostro paese.

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