L’ascesa di AfD in Germania è il segno che qualcosa negli ingranaggi della Storia si è rotto - THE VISION
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Queste elezioni del Bundestag in Germania verranno ricordate a lungo. Non di certo per la scontata vittoria della Cdu/Csu, con Friedrich Merz a diventare il nuovo cancelliere sulla scia dei precedenti cristiani-democratici già arrivati al vertice, come Angela Merkel e Helmut Kohl. Nemmeno per il governo che intende creare in circa otto settimane, ovvero una costruzione laboriosa in base al sistema elettorale tedesco, con il dubbio tra la Grosse Koalition con i socialdemocratici della Spd (al peggior risultato della loro storia) o con l’aggiunta di un terzo partito. Passa in secondo piano anche la super affluenza all’84% – per fare un confronto, in Italia è stata del 63% alle nazionali del 2022 e del 49% alle europee del 2024. Saranno invece ricordate per il secondo partito più votato, Alternative für Deutschland, e per l’inevitabile riflessione che ne scaturisce: se in Italia e in Germania hanno fatto il botto i neofascisti e i neonazisti, qualcosa negli ingranaggi della Storia è andato storto e dovremmo chiedere scusa ai nostri nonni.

Friedrich Merz

Quando nei mesi scorsi i sondaggisti tedeschi avevano iniziato a parlare di un possibile 20% per AfD, inizialmente ho sottovalutato il pericolo. È vero, l’economia tedesca è in recessione da tre anni, il fenomeno dei Verdi si è sgonfiato e l’esperienza di Olaf Scholz come cancelliere ha scontentato i tedeschi. Ho iniziato a temere in modo concreto l’estrema destra tedesca il 25 gennaio, quando Elon Musk ha fatto un collegamento in video durante una conferenza di AfD dichiarando: “L’AfD è l’unica speranza per la Germania”. Pochi giorni dopo Musk ha lanciato la sua campagna europea con la formazione del gruppo MEGA – Make Europe Great Again – e le sue mire politiche sono iniziate a essere chiare: indebolire l’Europa dall’interno tramite i partiti estremisti del continente. Quello che aveva già fatto Putin, coinvolgendo anche la stessa AfD. È curioso che un partito dalle radici neonaziste abbia in simpatia sia i russi sia gli americani, ma ormai la fantapolitica è la prassi di questi ultimi anni, così come il mascheramento della propria natura. Viviamo in un’epoca in cui si giustificano i saluti fascisti dietro la scusa dell’autismo, in cui i neofascisti italiani al governo fanno gli smemorati quando si parla del passato, e così anche l’AfD ha spesso trovato escamotage per restare nell’arco democratico tedesco senza violare la legge. Per esempio, in Germania è vietato pronunciare in pubblico lo slogan Alles für Deutschland, in quanto collegato alle Sturmabteilung del periodo nazista. Così ai comizi di AfD si gioca sull’assonanza con il nome della leader del partito, Alice Weidel, urlando Alice für Deutschland. Un po’ come quando Meloni finge che la fiamma tricolore nel simbolo del suo partito non sia collegata al fascismo o quando il generale Vannacci associa la Decima Mas a periodi che precedono le stragi fasciste con una nonchalance da lasciare interdetti.

Alice Weidel

Ma Alice Weidel più che una leader politica è un controsenso vivente. Ha fondato la campagna elettorale del suo partito su tre capisaldi tanto cari elle estreme destre di tutto il mondo: lotta contro gli immigrati, difesa della famiglia tradizionale e spirito nazionalista. Eppure Weidel è sposata con una donna srilankese – con cui ha due figli – e vive in Svizzera. AfD è fermamente contrario al matrimonio tra persone omosessuali e alle adozioni per le coppie dello stesso sesso. È anche contro l’aborto e nega l’esistenza del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Pensandoci bene, non si allontana troppo dall’ipocrisia di personaggi come Meloni, Salvini e lo stesso Musk. I leader di Fratelli d’Italia e Lega fanno leva da anni sul concetto di famiglia tradizionale anche se entrambi hanno violato quella presunta sacralità che propagandano in pubblico, tra figli fuori dal matrimonio e divorzi. Anche la tematica della Gpa (gestazione per altri) come reato universale è un cortocircuito della destra, considerando che Musk è ricorso alla Gpa e, dunque, secondo il governo italiano è un criminale. Però sul palco di Atreju baci e abbracci, con Netanyahu strette di mano e con Trump sintonia su tutti i fronti. Ormai è evidente che la destra non possa fare a meno di adulare i criminali di ogni tipo.

Forse però l’esplosione in Germania dei neonazisti fa ancora più rumore di quella in Italia dei neofascisti, perché mentre loro tenevano il processo di Norimberga noi a furia di amnistie riabilitavamo i fascisti fuggiti in clandestinità. Pensavamo che la Germania avesse degli anticorpi più forti a proteggerli contro il ritorno di epoche buie, e per decenni è stato così. AfD che supera il 20% e diventa il secondo partito tedesco è dunque il risultato di un processo più lungo, agevolato da ideologi esterni che nell’ultimo decennio hanno ridato nuova linfa al nazionalismo sotto la veste del sovranismo. Su tutti Steve Bannon, anche lui recentemente incapace di tenere a bada il braccio destro. Qualcuno potrebbe dire che vediamo fantasmi ovunque e che forse AfD è solo un normale partito di destra. No, non lo è. La sua storia parla per sé, con episodi che hanno scavalcato il semplice estremismo di destra – già di suo intollerabile – per toccare il territorio di “quella nostalgia lì”. Diversi esponenti del partito di Weidel si sono macchiati di gesti abominevoli, come quando il membro di AfD Holger Winterstein si è fatto ritrarre in posa al Memoriale dell’Olocausto con le braccia al cielo e il gesto della vittoria. Il candidato di AfD alle europee Maximilian Krah ha persino dichiarato a La Repubblica che “è sbagliato generalizzare sulle SS, non erano tutti criminali”.

Steve Bannon

In entrambi i casi il partito tedesco ha preso le distanze allontanando i due esponenti, ma i filamenti del loro pensiero risiedono proprio in quella matrice, e camuffarsi non cancellerà un’identità ormai radicata in modo indissolubile nella loro genealogia e nei loro programmi politici. Noi dall’Italia non possiamo fare la morale, avendo come seconda carica dello Stato un collezionista di cimeli del Ventennio che ha Benito come secondo nome, e infatti l’ondata nera è ormai una triste condivisione in diversi Stati europei – e non solo, considerando che l’agenda viene dettata fuori dal nostro continente.

È sconfortante proprio la consapevolezza che certe realtà facciano fronte comune, siano unite nel loro progetto europeo. Possono chiamarsi patrioti, accontentare Putin, Musk o entrambi, ma la sostanza è la stessa. D’altronde Matteo Salvini si è aggrappato all’ennesimo carro dei vincitori, dichiarando: “Ha ragione Elon Musk, solo AfD può salvare la Germania”. Ci ritroviamo quindi con una rete di estremisti di destra enormemente coesa e appoggiata sia dal blocco statunitense sia da quello russo.

Elon Musk

Mentre le sinistre faticano a trovare un terreno comune su cui far nascere un’alternativa per contrastare questi rimandi a cento anni fa, le destre crescono alimentando le paure dei popoli per mezzo dell’odio. Se c’è una crisi economica è colpa degli immigrati, se le paghe sono basse è a causa dei burocrati di Bruxelles, e così via. La creazione del nemico è una tecnica funzionale all’allargamento della fazione degli euroscettici, degli xenofobi e dei nazionalisti. Se un tempo certe realtà erano forze minoritarie, oggi milioni di italiani e tedeschi le premiano come soluzione finale, con la propria insoddisfazione messa sulla bilancia della tenuta democratica dei singoli Paesi a costo di rievocare periodi neri della nostra Storia. Ovvero lo stesso mezzo usato nel Novecento per l’ascesa dei totalitarismi e delle dittature. Anche Hitler arrivò in seguito a una recessione economica, con la Repubblica di Weimar crollata tra iperinflazione e default e il popolo ad affidarsi a un distruttore più che a un costruttore. E anche oggi abbiamo scelto di distruggere. Cosa o chi, non è ancora chiaro. Probabilmente noi stessi, ma ancora non tutti se ne sono accorti.

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