Femminismo e moda sono compatibili?

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Fino agli anni Ottanta, l’atteggiamento del femminismo nei confronti della moda è sempre stato ostile. C’è chi critica la moda perché la considera una cosa frivola  – e le donne dovrebbero dedicarsi a cose importanti come gli uomini – e c’è chi la critica perché incatena le donne in pregiudizi e preconcetti. In realtà l’idea che la moda sia qualcosa di stupido e superficiale è relativamente recente. La moda femminile in passato doveva ostentare, nelle classi più abbienti, la ricchezza del marito. Per questo le donne indossavano abiti enormi, complicati, con metri e metri di tessuto superfluo e centinaia di decorazioni. Anche gli uomini hanno indossato un abbigliamento particolarmente ricco almeno fino all’Ottocento, quando è avvenuta quella che lo psicologo John Flugel chiama “grande rinuncia maschile”. Con l’ascesa della borghesia e del capitalismo moderno, si creò infatti una suddivisione rigida tra i ruoli dell’uomo e della donna. In particolare, l’uomo che andava al lavoro viveva una vita attiva fuori dalla casa, mentre la donna doveva prendersi cura della dimensione domestica e dei figli, uscendo solo raramente.

Di conseguenza, anche l’abbigliamento cambiò: l’uomo rinunciò ai vestiti estrosi colorati e sfarzosi, cominciando a vestirsi di nero, grigio o al massimo blu. Decidere cosa indossare diventò una frivolezza, un lusso che solo le donne potevano permettersi. E così la moda diventò una cosa “da femmine”.I tempi sono cambiati da quando dovevamo indossare quattro sottogonne per mostrare al mondo quanto fosse ricco nostro marito, ma spesso ancora oggi la moda ci propone ideali di bellezza e di femminilità che non rispecchiano i nostri desideri. La femminilità ricade nella perpetrazione dei ruoli di genere, e si è consolidata su un canone che vuole la donna “bella” sopra ogni altra qualità. La moda ancora oggi si basa su una gerarchia di potere e per questo la domanda da porci non è se la moda sia giusta o sbagliata, femminista o non femminista, ma chi ha il potere di decidere com’è fatta la moda, a chi è indirizzata, a chi si rivolge e come e, soprattutto, qual è secondo lui o lei il ruolo della donna nella società.

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