Miss Marx è il film su Eleanor, figlia di Karl, costretta a scegliere fra esser donna o rivoluzionaria

Non tutte le e gli intellettuali che sono entrati a far parte della nostra storia riescono – a distanza di molti anni, decenni o secoli – a smuovere ancora nel loro pubblico il sentimento, egoriferito ma non per questo meno importante, di riconoscimento con le loro parole, il loro pensiero, il loro modo di percepire il mondo. Susanna Nicchiarelli, regista e sceneggiatrice romana, ha avuto l’intuito di mettere in scena la storia di una donna che, sebbene sia vissuta quasi un secolo e mezzo fa e quindi in un mondo molto diverso dal nostro, facendo cose completamente diverse da quelle che facciamo oggi, è ancora capace di stimolare proprio quel senso immediato di empatia e immedesimazione. Miss Marx, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 2020, è la storia di Eleanor Marx, la figlia più piccola e prediletta del famoso filosofo tedesco ed è proprio uno di quei racconti che ti fanno provare un misto di identificazione e stupore così forte da indurti l’epifania che è proprio grazie a donne come Eleanor, rivoluzionarie per i loro tempi, che dobbiamo le nostra modernità.

C’è un romanzo di Beppe Fenoglio, diventato poi un film dei fratelli Taviani nel 2017, che s’intitola Una questione privata e che racconta attraverso la storia di due partigiani e di una donna un tema che mi ha sempre affascinata, ossia quello legato all’analisi della parte più umana e fallibile di chi si è trovato a “fare la storia”. Nel caso del romanzo di Fenoglio, l’amore e la gelosia si mescolano con la lotta al fascismo e con la morte e la sofferenza di anni bui e tragici in cui, però, nonostante le difficoltà e gli impedimenti, non si mettevano certo in pausa i sentimenti. Cosa succede quando una missione collettiva, superiore, un fine più alto che unisce uomini e donne e che dovrebbe stare al di sopra sopra di qualsiasi esigenza personale si scontra inevitabilmente con la fallacia insanabile del sentire umano? In questa zona grigia – in cui ogni essere vivente, uomo o donna che sia, si scopre vulnerabile al punto di farsi depistare in modo così repentino da mettere a rischio qualsiasi bene superiore – si muove anche la protagonista di Miss Marx, raccontando – attraverso la sua storia di attivista, politica, figura storica ed erede di un nome dalla portata universale – non solo la sua vita scissa e contraddittoria ma quella di tutti coloro i quali si sono sentiti almeno una volta lacerati tra una questione privata e un obiettivo pubblico, collettivo. 

La prima cosa che si nota di Miss Marx è proprio il titolo. Suo padre, Karl Marx è stato un uomo che ha cambiato il corso della storia. Il suo pensiero ha un valore inestimabile e inesauribile. Marx è stato il filosofo che dalla contemplazione è passato all’azione, influenzando tutto ciò che è venuto dopo, sia chi ne ha proseguito la tradizione sia chi si è contrapposto al suo pensiero. Karl Marx è però anche un nome che, nel tempo, si è quasi completamente distaccato dalla persona che lo portava per diventare un simbolo, un concetto a sé stante – non a caso si parla di marxismo – cosa che lo rende una rappresentazione allegorica di un concetto astratto più che un uomo che è stato in carne ed ossa, una statua. Questo, inoltre, fa sì che tutto ciò che lo circondava – dalla moglie ai figli, dagli allievi ai nemici – sia sfumato in una sorta di contorno, non per forza necessario, alla diffusione della sua eredità, motivo per cui leggere quel “Miss” davanti al suo cognome suona un po’ strano. Eppure Marx era anche un marito, un amante, un padre legittimo e illegittimo.

Allo stesso modo, sua figlia Eleanor – donna di grande cultura, traduttrice che portò Madame Bovary in Inghilterra, esperta e appassionata di teatro (attraverso il quale credeva fermamente di poter diffondere un messaggio socialista e progressista), attivista e sindacalista – era sì tutte queste cose, ma non solo. Nascere figlia di un uomo che aveva come obiettivo rivoluzionare per sempre il mondo borghese e capitalista per ribaltare le sorti del genere umano la mise contemporaneamente in una posizione di enorme vantaggio e privilegio, essendo lei portavoce e figura centrale di un movimento destinato a rimanere per sempre nella storia, ma le diede anche il peso di dover portare un’enorme responsabilità. Essere il cuore pulsante della rivoluzione, mente e corpo di un progetto collettivo e visionario, ma anche figlia e donna, e dunque figura da cui il mondo – per quanto progressista e fuori dagli schemi – si aspettava qualcosa che andasse oltre l’impegno politico e le lotte sociali, non era semplice. 

Miss Marx appare quindi come il ritratto di un dissidio interiore che il genere femminile porta ancora oggi con sé e che continua a determinare le scelte di vita di molte donne – nonostante siano stati fatti passi enormi dall’Ottocento. La storia di Eleanor Marx si divide così su due livelli: da un lato la protagonista incarna la conferma del fatto che il socialismo, il progresso e le battaglie per l’uguaglianza siano lotte che vanno di pari passo con la guerra alla società patriarcale – in cui sono intrappolate soprattutto le donne, certo, ma anche gli uomini; dall’altro porta con sé il grande peso di questi limiti, il fatto stesso di essere donna, ciò che la società si aspetta che tu faccia per aderire ai suoi stereotipi, anche quando i tuoi obiettivi personali sono altri.

L’incontro con un uomo, Edward Aveling, scienziato e attivista socialista, e la complessità spesso estenuante della conciliazione tra ragione e sentimento, in questo scenario finiscono per apparire il centro della storia, non tanto per creare una banale narrazione in cui Eleanor è la vittima di un balordo che la trascina in malora, tutt’altro. Eleanor Marx è forte, sicura, focalizzata sulle sue lotte sindacali, presente per la sua famiglia, responsabile delle sue azioni, ma è anche un essere umano, una donna innamorata, nonostante i difetti e i problemi enormi dell’uomo che ama, consapevole fino all’ultimo del fatto che, nonostante le sue idee e la sua intelligenza, c’è un limite oltre al quale la mente non sembra poter andare. Ed è proprio questo a renderla tanto interessante e tragica, nonché iconica: Eleanor non è la rappresentazione artificiale, invincibile e incorruttibile di una lotta immune alla presunta frivolezza dei sentimenti; al contrario, è proprio con il suo errore, quello di amare una persona che le ha fatto del male, che la sua battaglia nella vita pubblica diventa ancora più forte e umana, e dunque più comprensibile ed efficace.

Quando pensiamo al marxismo, o più in generale al socialismo, prima di qualsiasi teoria ci viene subito in mente l’idea della rivoluzione. Questo sentimento sovversivo viene raccontato molto bene da Miss Marx quando spezza il racconto della vita di Eleanor con immagini di proteste che hanno avuto luogo negli anni accompagnate da una colonna sonora punk  – con cui tra l’altro il film ha vinto alcuni premi. L’effetto ricorda quello orchestrato da Sofia Coppola in Marie Antoinette, e anche l’intento di creare un contrasto tra immagini e suoni che appartengono a epoche diverse appare simile. Se nel film di Coppola l’accoppiata tra musica e scene lasciava intendere che in fondo Marie Antoinette non fosse altro che un’adolescente come lo siamo stati tutte e tutti, in Miss Marx il punk che spezza il racconto di fine Ottocento ci fa capire che possono passare secoli, ma il principio di insofferenza e ribellione alle regole, ai rigidi e opprimenti principi del potere resta lo stesso. 

Eleanor Marx incarna probabilmente la versione più compatibile con l’oggi del marxismo perché, oltre a portarne avanti i suoi valori più ortodossi e intransigenti, rivela con la sua storia anche gli aspetti più emotivi e contraddittori che, di fatto, la rendono non un’icona intangibile né una statua, buona al massimo per decorare una piazza e fare da trespolo ai piccioni, ma una vera e propria eroina che sbaglia come tutti noi, ha delle debolezze, delle vanità e delle incongruenze, lotta per gli altri ma anche contro se stessa, peraltro perdendo.

Oggi il socialismo sta assumendo nuove forme nei luoghi più impensabili adattandosi alle esigenze del presente, che includono necessariamente nuove istanze – basti pensare a leader come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio Cortez, che raccolgono specialmente il consenso dei più giovani, o a tutta la corrente di “divulgatori” di internet del BreadTube. Miss Marx arriva quindi al momento giusto, portando alla luce la storia entusiasmante e tragica di una donna che sembrava arrivare dal futuro e del resto il suo motto era: “Sempre avanti!”.

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