34.657 vittime non sono bastate. Quasi 1 italiano su 2 non si vaccinerebbe per il COVID.

Più di 9 milioni di casi, quasi 500mila morti. I numeri del COVID-19 nel mondo, implacabili e verosimilmente sottostimati, purtroppo fanno ancora parte di un bilancio parziale. Senza entrare nel merito del dibattito sulla possibilità o meno di una seconda ondata, ovvero una previsione che nemmeno i più esperti possono confermare con certezza, siamo tutti in attesa dell’arrivo dell’unico strumento in grado di controllare in modo sistematico e senza gravi perdite economiche il virus, il vaccino.

Da mesi gli scienziati stanno lottando contro il tempo per velocizzare le operazioni, ma è ancora troppo presto per parlare di date. Ormai il continuo susseguirsi di pareri e giudizi, troppo spesso provenienti da opinionisti improvvisati sembra aver saturato le orecchie degli italiani. Così si è fatto largo un sentimento antiscientifico quanto mai paradossale. Quello che in molti temevano è stato recentemente confermato: un numero enorme di italiani, nonostante la paura, non è intenzionato a farsi il vaccino contro il COVID-19.

I risultati di una ricerca dell’EngageMinds HUB dell’Università Cattolica sono chiari: il 41% della popolazione italiana considera “per niente probabile” o nel mezzo tra “probabile e non probabile” la propria propensione a una futura vaccinazione. Dal momento che a oggi non è stata trovata neanche una cura per il COVID-19, un dato del genere dovrebbe preoccupare parecchio.  

Il principale timore si può riassumere con la frase: “Non mi fido di un vaccino sviluppato in così poco tempo”. È un’argomentazione che in termini logici non ha senso d’esistere, dato che il vaccino non è stato ancora sviluppato. Non si sa quale tra i candidati verrà distribuito in tutto il mondo, considerando che sono ancora tutti in fase di sperimentazione, seppur a livello avanzato e, in alcuni casi, con test già effettuati sull’uomo. In secondo luogo bisogna ricordare che verrà dato il via libera soltanto quando il vaccino prescelto avrà tutte le garanzie di sicurezza necessarie, altrimenti l’avrebbero distribuito senza seguire l’iter usuale, quello che prevede diversi passaggi, atto proprio a ridurre al minimo i possibili rischi. Bisogna innanzitutto stabilire quale sia la composizione qualitativa e quantitativa ideale di un vaccino, poi parte la sperimentazione pre-clinica con gli studi in vitro e su modelli animali per testare la risposta immunitaria e l’efficacia sotto il profilo tossicologico. Infine c’è la fase clinica preliminare sull’uomo, in cui vengono valutate l’immunogenicità, la reattogenicità e tutti i protocolli di sicurezza, prima di ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio. Le migliori équipes del pianeta – tra cui l’Irbm, società con base a Potenza che sta collaborando con l’Università di Oxford – si stanno concentrando per raggiungere un obiettivo comune, quello di debellare una malattia attraverso un vaccino, così come accaduto in passato con il vaiolo, la poliomielite e tanti altri virus. Ancora una volta sarà la scienza a salvarci, non le farneticazioni di qualche esaltato.

E qui giungiamo al tasto dolente. In quel 41% rientrano individui che alla scienza preferiscono il complottismo da tastiera. Le loro manie di persecuzione non cessano mai, si sentono perennemente ingannati, defraudati da qualcuno o da qualcosa. Se piove è tutto un complotto delle lobby degli ombrelli, si sa. Figuriamoci quindi i vaneggiamenti di fronte a un’occasione così ghiotta: un virus venuto dal nulla, all’improvviso, con la gente costretta a modificare il proprio stile di vita. Eppure forse questi numeri non sarebbero così alti se certe ossessioni non fossero fomentate da esponenti politici. 

Non possiamo poi dimenticare che uno dei due partiti oggi al governo è stato in passato fra i principali sostenitori dell’antiscienza: il Movimento 5 Stelle. Non poteva essere altrimenti, avendo come fondatore un personaggio che ha definito Rita Levi Montalcini una “vecchia puttana” che ha vinto il Nobel solo grazie alle lobby farmaceutiche; che ha rinominato Umberto Veronesi “Cancronesi”; che ha dichiarato: “Sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala”; che sostiene che poliomielite e difterite sarebbero sparite anche senza vaccini. E soprattutto che ha portato in Parlamento plotone di negazionisti, No-Vax e fanatici deliranti. Viene da sorridere al pensiero di avere come vicepresidente del Senato Paola Taverna, che ha un passato da No-Vax con dichiarazioni del genere: “Altro che vaccini, da piccoli ci immunizzavano portandoci dai cugini malati”. Ancora una volta, in politica serpeggia la pseudo-scienza del popolo, quella dei rimedi casalinghi e delle superstizioni. Impossibile dimenticare gli esponenti grillini convinti dell’esistenza delle sirene, quelli che non credono allo sbarco sulla Luna o che parlano di microchip sotto la pelle. E pazienza se ora i suoi elettori sono andati a rimpinguare la platea di Salvini e molti deputati sono passati al Gruppo misto: la base di fondo rimane.

L’eroina dei No-Vax non può che essere Sara Cunial, deputata del Gruppo misto ma entrata in Parlamento grazie al M5S. Nota per aver paragonato le vaccinazioni a un “genocidio gratuito” e per aver pronunciato un discorso alla Camera in cui è riuscita a mettere in mezzo contemporaneamente Nuovo ordine mondiale, 5g, vaccini, Napolitano e “lo scientismo dogmatico che è la vera epidemia di questo Paese”, rappresenta in pieno il fanatismo dei complottisti. Molte persone si sentono rappresentate da Cunial perché convinte di promuovere un’alternativa al “pensiero unico”. Quando viene fatto notare che le queste non sono opinioni ma boutades  antiscientifiche, si appellano alla libertà di espressione. Possono pure girare per le strade urlando che il Sole non esiste e che siamo illuminati da una gigantesca lampadina della Pixar, ne hanno il diritto, ma gli altri, allo stesso modo, avranno quello di considerare ciò che dicono per quello è: un insieme di insensatezze.

Sara Cunial

Qualche giorno fa i militanti del Movimento 3V (Vogliamo Verità sui Vaccini) si sono ritrovati in migliaia a Firenze, in piazza Santa Croce, per ribadire il loro grido sulla “libertà di scelta terapeutica”. Quello che non comprendono è il concetto di collettività. La loro libertà di scelta finisce dove comincia il diritto alla salute degli altri. L’esempio della scuola è il più calzante. Lo scorso anno Matteo Salvini ha chiesto a gran voce di consentire l’ingresso in aula ai bambini fino a 6 anni non vaccinati. Il leader leghista come i No-Vax, non si è reso conto dell’assurdità della proposta: i bambini immunodepressi non possono frequentare una classe con la presenza di non vaccinati. Giustamente è partita la protesta dei genitori di bambini immunodepressi e dell’Associazione nazionale dei presidi. Ma d’altronde Salvini è colui che ha criticato l’obbligo vaccinale spiegando che c’è “il dubbio che qualcuno abbia fatto un favore alle case farmaceutiche”, dunque non c’è da sorprendersi se anche lui è scettico alla scienza.

Guardando al fenomeno No-Vax, e più in generale alla galassia complottista, si commette troppo spesso l’errore di considerarlo “folklore”. Purtroppo però proprio tale considerazione ha lasciato spazio ai partiti populisti che hanno colto la portata elettorale di questo fenomeno, ricercando volontariamente il consenso, nutrendone le tesi più assurde e pericolose. Il vaccino contro il COVID-19 non è una battaglia politica, ma uno strumento che salverebbe centinaia di migliaia di vite, soprattutto in quelle parti del mondo dove è più difficile mantenere le misure di distanziamento e igiene, dove gli ospedali sono meno attrezzati o sono assenti, così come i test disgnostici. La lezione, come al solito, ci arriva direttamente dalla storia, dalle malattie che sono state sconfitte grazie ai vaccini, quelle che adesso non temiamo più – come il vaiolo, la poliomielite, il tetano, il morbillo o la difterite – e che grazie all’uso sistematico di strumenti scientifici hanno risparmiato tantissimi individui. Si spera dunque che la scienza non venga fermata dalle ossessioni dei fanatici e da politici irresponsabili.

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