In Brasile Bolsonaro ordina di tornare tutti al lavoro e i narcos impongono il coprifuoco

In una regione del mondo, l’America Latina, con altissimi tassi di povertà, dove un numero stimato di 490 milioni di persone vive senza adeguato accesso alle cure sanitarie, il Presidente del Brasile si ostina a non voler fermare l’economia per contenere il contagio. Per Jair Bolsonaro, l’ex militare e capo di Stato sovranista dal primo gennaio del 2019, la pandemia che ha bloccato il mondo intero è in realtà un “banale raffreddore”, che non giustifica l’“isteria” che ha generato. Mentre il governatore dello stato di São Paulo ha invitato 46 milioni di cittadini a rimanere a casa, il leader della destra ha invitato i brasiliani a tornare al lavoro. “Dobbiamo tornare alla normalità. Le autorità locali devono lasciar perdere misure devastanti come il blocco dei trasporti, la chiusura degli esercizi commerciali e l’isolamento di massa,” ha dichiarato. Così, in alcuni quartieri poveri di Rio de Janeiro, il New York Times riporta che le organizzazioni criminali hanno preso il controllo della situazione, intimando agli abitanti il coprifuoco. “Se il governo non ha la capacità di gestire la situazione,” recita un messaggio trasmesso tramite altoparlanti, “lo farà il crimine organizzato.”

Attualmente, il Brasile presenta 2,271 casi confermati, sei volte di più della settimana scorsa, e 47 morti. Il ministro della Salute e medico Luiz Henrique Mandetta ha dichiarato che il sistema sanitario del Paese potrebbe collassare entro la fine del mese, considerata la velocità di diffusione del virus. La non-gestione dell’emergenza a livello governativo ha spinto alcuni parlamentari a presentare una proposta di Impeachment contro Bolsonaro, e ha scatenato una protesta spontanea dai balconi, dove le persone si sono affacciate al grido di “Fora Bolsonaro!”.

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