Quello del conto corrente gratis è un falso mito. Dobbiamo essere consapevoli di cosa c’è dietro. - THE VISION

Aprire un conto corrente in banca significa poter usufruire di servizi che spesso diamo per scontati. Sviluppare e aggiornare le infrastrutture tecnologiche dei circuiti finanziari, per esempio, consente agli utenti la possibilità di utilizzare servizi come l’internet banking o il ritiro di denaro contante negli sportelli automatici abilitati. I correntisti di ogni banca, inoltre, possono richiedere carte di credito e altri benefit presso la loro filiale di riferimento. Quando un bonifico tarda ad arrivare, se abbiamo l’esigenza di disporre un’operazione mai effettuata prima, in caso di furti o smarrimenti, è importante ricevere il supporto di un customer service attento e veloce a chiarire i nostri dubbi, in caso di necessità. Questi sono soltanto alcuni degli esempi relativi ai servizi che ogni giorno ci aspettiamo di ricevere da chi ha in custodia i nostri risparmi. Gran parte di questi servizi sono erogati da personale che deve essere remunerato in linea con i livelli previsti dai contratti collettivi nazionali del lavoro. Pensare di poter beneficiare di questi benefit senza pagare alcun corrispettivo è un falso mito che si è diffuso negli ultimi anni a causa di una forte concorrenza al ribasso tra gli operatori del mercato e di campagne pubblicitarie a opera di istituti di credito che hanno sbandierato la possibilità di avere conti correnti gratis. 

Ogni volta che siamo attratti dall’offerta del giorno, con cui siamo invitati ad aprire un conto corrente a zero spese, dobbiamo essere consapevoli dei costi nascosti di questa proposta. La possibilità di non pagare alcun compenso per le attività collegate alla gestione del nostro denaro, infatti, è spesso bilanciata da penali di importo piuttosto elevato nascoste nelle condizioni generali di contratto. Queste penali vengono tipicamente applicate ai soggetti più in difficoltà che per svariate ragioni non riescono a rispettare i termini pattuiti con la banca. Senza troppi giri di parole, l’acquisizione di nuova clientela attraverso offerte sottocosto ha ricadute sulle persone che in quel momento avrebbero bisogno di maggior supporto. Questa pratica contribuisce a generare gli squilibri economici e finanziari sempre più gravi della nostra società. 

Il costo complessivo che deriva dalla decisione di aprire un conto corrente e di utilizzare i servizi di una determinata banca ha una componente fissa e una componente variabile. Tra le spese costanti troviamo spesso quelle associate all’imposta di bollo e ai canoni periodici che possono maturare per l’utilizzo di una specifica carta di pagamento. Gli oneri variabili, invece, dipendono dalle modalità di utilizzo del conto corrente e dal numero di operazioni effettuate su base annuale. Inoltre, le commissioni e gli interessi applicati dall’istituto di credito cambiano per ogni singola operazione e posizione contabile. Secondo un’indagine della Banca d’Italia, il costo medio per la gestione di un conto corrente nel 2016 era pari a 77,60 euro. Nel 2019 è salito sino a raggiungere 88,50 euro. Quando veniamo attratti dall’opportunità di aprire un conto corrente a zero spese dobbiamo essere consapevoli di questi dati per evitare di farci ingannare dalle promesse delle pubblicità.   

Banca d’Italia rileva, inoltre, che i conti bancari online e quelli postali sono meno costosi rispetto a quelli tradizionali. Si tratta di differenze rilevanti. La spesa media annuale per i conti correnti online è di appena 14,70 euro mentre i conti correnti postali comportano esborsi annuali medi per 47,80 euro. La ragione è abbastanza intuitiva. La gestione di un conto corrente online comporta un minor coinvolgimento del personale della banca che potrà essere impiegato e quindi remunerato per altre attività. Tuttavia, negli ultimi tempi è stato registrato un aumento dei costi tra l’11% e il 15% anche con riferimento ai conti correnti online, a testimonianza del fatto che ogni istituto di credito offre una quota crescente di servizi immateriali che devono essere pagati da chi ne usufruisce. D’altra parte, le poste sono una struttura enorme con delle garanzie pubbliche che le differenzia dagli altri istituti di credito. La possibilità di offrire determinate condizioni, infatti, deriva dal rapporto privilegiato che le poste italiane hanno con cassa depositi e prestiti, che gestisce il risparmio postale italiano. 

Tenendo in considerazione questi dati, è fondamentale pretendere che le condizioni contrattuali applicate dalla banca al nostro conto corrente siano giuste e soprattutto esplicite. Abbiamo già visto che i conti a canone zero pubblicizzato sui media non sono quasi mai realmente privi di costi per i clienti. Un numero elevato di operazioni, per esempio, potrebbe far scattare l’applicazione di clausole che prevedono indennità e compensi a favore della banca. Inoltre, ci sono diverse operazioni che spesso vengono ignorate in sede di sottoscrizione del contratto, ma che possono avere costi anche rilevanti per i risparmiatori. Tra queste vi sono sicuramente l’esigenza di ricevere la documentazione in formato cartaceo, la richiesta di un libretto di assegni o di una carta di credito, il prelievo presso sportelli bancari appartenenti a filiali di un istituto diverso dal proprio. Per ovviare a questo problema, la normativa regolamentare impone alle banche di consegnare ai clienti un foglio nel quale sia descritto il cosiddetto “indicatore sintetico di costo”. Si tratta di uno strumento molto utile per i correntisti che riassume e delinea i profili standard di ogni cliente. Per tracciare alcuni profili, si può fare l’esempio del millennial che effettua molte operazioni online e non si reca mai in filiale, così come la famiglia monoreddito che utilizza il conto corrente soltanto per accreditare lo stipendio o la pensione. I profili sono delineati da Banca d’Italia con l’obiettivo di rendere confrontabili i prodotti offerti dalle banche e il relativo costo. 

Società come Banca Etica in Italia o Triodos in diversi Paesi del mondo appartengono alla rete indipendente di banche denominata Global Alliance for Banking on Values e condividono un approccio verso il cliente basato sulla correttezza, sull’equità e sulla trasparenza. I servizi offerti ai clienti hanno dei costi che devono essere ripartiti equamente tra i diversi correntisti, evitando di applicare degli oneri nascosti o delle penali esorbitanti ad alcuni correntisti. Se vogliamo evitare che il prezzo della competizione sia sempre pagato dai più deboli, è giusto versare l’importo adeguato ai servizi che ogni giorno riceviamo dalla nostra banca di riferimento. Quando decidiamo di acquistare dei prodotti agricoli coltivati con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla dignità e diritti dei lavoratori del settore, siamo consapevoli di dover pagare un prezzo più alto rispetto alla versione più economica presente sullo scaffale del supermercato. Lo stesso concetto si applica nella scelta del conto corrente. Decidere di pagare il giusto prezzo per i servizi ricevuti significa contribuire a rendere il sistema del credito più equo e meno diseguale. 

Avere uno sguardo critico sulle campagne pubblicitarie aggressive portate avanti da alcuni operatori finanziari ci permette di prendere decisioni più consapevoli e attente alle esigenze di tutti. Abbiamo bisogno di ripartire dopo le difficoltà degli ultimi mesi con un nuovo modo di guardare alle decisioni individuali e alle conseguenze negative che possono avere per le persone che ci stanno intorno. Tutti, anche inconsapevolmente, abbiamo contribuito a creare profonde divisioni nella nostra società attraverso scelte che non guardavano oltre il nostro personale interesse. L’apertura di un conto corrente presso una banca che applica condizioni eque e trasparenti può sembrare poco impattante rispetto alle diseguaglianze di cui ogni giorno siamo testimoni, ma non è così. Rivolgersi a una banca che tratta tutti i clienti in maniera equa può essere un ottimo punto di partenza per cambiare ciò che non va nel sistema bancario.


Questo articolo nasce in collaborazione con Gruppo Banca Etica, banca popolare costituita in forma di società cooperativa per azioni che opera in Italia e in Spagna, nel rispetto delle finalità di cooperazione e solidarietà. Impegnata su temi come cambiamento climatico, mobilità sostenibile, accoglienza, inclusione e molti altri, il Gruppo Banca Etica si impegna a misurare in modo accurato e credibile gli impatti delle attività finanziarie sull’ambiente, la società e la vita delle persone con metodologie proprietarie innovative, per permettere a tutte le persone e organizzazioni socie e clienti, e a chi desidera diventarlo, di scegliere consapevolmente gli intermediari finanziari cui affidare i propri risparmi e investimenti.

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