Queste, secondo noi, le migliori serie di febbraio 2025 - THE VISION
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Proprio a cavallo della stagione dei premi, febbraio è stato segnato dal ritorno di storie che negli ultimi anni hanno segnato in modo particolarmente incisivo l’esperienza dello streaming, grazie anche a un successo di critica e pubblico. Non mancano nuovi prodotti di grande qualità, capaci anche di esportare a livello internazionale la maestria del cinema e della televisione italiana. Ecco le serie che consigliamo di guardare questo mese.

L’arte della gioia (NOW TV)

Prima di venir incluso tra i capolavori del Novecento, L’arte della gioia attraversò quello che la sua autrice, Goliarda Sapienza, definì “un inferno editoriale” per poter essere pubblicato. Scritto tra il 1969 e il 1976, una prima parte vide la luce solo nel 1994, due anni prima della morte di Sapienza, e una seconda nel 1998, grazie agli sforzi del marito Angelo Pellegrino. Una versione completa del romanzo fu edita poi all’inizio degli anni Duemila, ma in pochissimi esemplari. Fu proprio leggendo uno di questi che se ne innamorarono Waltraud Schwarze e Viviane Hamy, che decisero di diffonderlo in Germania e Francia, dove ottenne un successo enorme. In Italia, invece, L’arte della gioia venne definito “un cumulo d’iniquità” o “un romanzone”, a causa dell’incapacità di categorizzarlo nella sua complessità – ora letto come un romanzo sessantottino o criminale, ora socialista o femminista – ma anche, probabilmente, dell’inadeguatezza della società nel comprendere una storia che già all’epoca offriva non solo un punto di vista diverso sul Novecento ma che parlava di libertà sessuale, femminismo, ribaltamento dei ruoli sociali, politica, sfida alla cultura patriarcarle e dell’oppressione. Tutto era inusuale in Sapienza, nella sua scrittura e nella sua protagonista, Modesta, una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. 

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes, portato prima al cinema diviso in due parti e ora disponibile come miniserie, il libero adattamento di Valeria Golino riesce nell’intento di catturare pienamente l’essenza di Modesta, il suo essere una donna siciliana, una “carusa tosta” in cui si fondono carnalità e intelletto, che non ha paura di “comportarsi come un uomo”. È un’opera piena di vitalità, in cui emerge prepotente il desiderio della ragazza – interpretata con grande bravura da Tecla Insolia – di rivendicare un proprio posto nel mondo, di assecondare il suo piacere, di trasformare il proprio destino per non dover vivere quello che le è stato assegnato da altri. “Modesta è un unicum nella letteratura italiana, è oltre la modernità, lei è più avanti di noi, e così mi piaceva una donna così poco edificante, poter raccontare questo femminile con tutti i grandi difetti che di solito si danno agli uomini, che sono sempre antieroi”, ha raccontato Golino. E infatti la bellezza del suo adattamento, tra i tanti elementi, sta proprio nell’essere riuscita a portare sullo schermo un personaggio sfaccettato, capace di farci da specchio. Perché se è vero che la storia nasce nel Novecento, è altrettanto innegabile che parli ancora anche del presente. 

Yellowjackets 3 (Paramount+)

Una classe di ragazze, un disastro aereo, l’istinto di sopravvivenza, del misticismo e l’immancabile cannibalismo di quando ci si ritrova isolati per mesi in un bosco: con queste premesse, era prevedibile che Yellowjackets sarebbe diventato uno degli show più interessanti a livello di intrattenimento degli ultimi anni. Non a caso la terza stagione arriva senza alcuna sorpresa sulle possibilità di rinnovo della serie. Mescolando i più noti stilemi di Lost ad alcuni appigli narrativi de Il signore delle mosche e richiamando alla mente il tragico incidente aereo avvenuto sulle Ande il 13 ottobre 1972 – su cui tanto è stato prodotto, basti pensare al più recente La società della neve – Yellowjackets è riuscito a creare in questi anni un universo magnetico, queer, mistico e a tratti spaventoso, in cui da spettatori non è sempre facile riuscire a immaginare la direzione della storia.

Dopo un inverno in cui hanno assistito e sono state autrici di azioni al limite dell’umano, le ragazze di Yellowjackets iniziano ora a scorgere i primi barlumi della primavera, pur non sapendo quanto ancora manchi al loro salvataggio. All’interno del gruppo, iniziano a emergere nuovi personaggi, finora rimasti ai margini, e cambiano le gerarchie che lo avevano portato al suo stato attuale, mentre si cerca di fare i conti con ciò che si è fatto, con le assenze, o di nasconderli del tutto. Nonostante una seconda stagione che sembrava aver perso un po’ di mordente e girare in tondo senza slanci significativi se non nel finale, la terza recupera finalmente gli elementi fondanti dello show, a partire dal suo humor – che in una condizione come quella in cui si trovano le ragazze non può che acquisire sfumature molto dark –, facendoci sperare che lo sviluppo della storia diventi ancora più selvaggio, proprio come ci ha conquistato all’inizio.

The White Lotus 3 (NOW TV)

In un periodo in cui siamo fagocitati dalla produzione continua di contenuti, è sempre più difficile per i prodotti audiovisivi emergere e alimentare il dibattito – soprattutto social – per un periodo sufficiente a mantenere l’hype. The White Lotus è sicuramente riuscito in questo intento, grazie ad alcune presenze nel cast diventate iconiche – basti pensare al nuovo successo ottenuto da Jennifer Coolridge – e a una sceneggiatura costruita per poter trasformare determinate scene in meme – “These gays are trying to kill me”, sopra tutte. La terza stagione, di cui sono disponibili i primi episodi, ci trasporta questa volta in un esclusivo resort thailandese, mantenendo la tradizione della serie di esplorare le dinamiche tra turisti facoltosi e personale locale. In quest’occasione, la trama si concentra particolarmente sul tema della spiritualità, offrendo una satira pungente anche delle disfunzioni familiari e delle disuguaglianze sociali. 

Il nuovo resort infatti diventa un microcosmo dove il divario tra le classi sociali è ancora più marcato: i turisti, alla ricerca di un’esperienza spirituale ed edonistica, alimentano il contrasto e le differenze tra la cultura occidentale e quella orientale, qui portate per ragioni di narrazione all’estremo, con frizioni che creano una tensione palpabile. Se la prima stagione di The White Lotus era un’introduzione al mondo della ricchezza e della disuguaglianza sociale, e la seconda un’esplorazione delle dinamiche di potere e sesso, la terza va a fondo nel tema dell’alienazione e della ricerca di un significato. Come sempre, il suo creatore, Mike White, riesce a bilanciare la satira sociale con una narrazione avvincente, mantenendo un equilibrio tra dramma psicologico e suspense. È una stagione che ci lascia con più domande che risposte, ma anche con una riflessione più profonda su cosa significhi vivere nella società moderna e sul costo del privilegio.

Zero Day (Netflix) 

Un misterioso cyber-attacco blocca per qualche secondo tutti i device degli USA con un messaggio a dir poco allarmante: “Questa cosa accadrà di nuovo”. A causa dei sistemi di trasporto paralizzati dall’attacco, 3.400 persone perdono la vita in vari incidenti. Dopo un primo superficiale sospetto sugli hacker russi, viene nominata una commissione speciale per indagare sulla vicenda. In un clima di paura e divisioni nel Paese, per guidare l’indagine viene scelto un ex presidente molto amato e bipartisan, George Mullen, interpretato da Robert De Niro. Mullen stesso, tuttavia, ha delle strane allucinazioni e potrebbe essere vittima di un’arma neurologica. Lo Zero Day, che in informatica indica una vulnerabilità inaspettata e tremenda, viene a indicare anche il giorno dell’attacco per la storia del Paese, a partire dal quale niente sarà più lo stesso. La ricerca dei colpevoli da parte della task force, messa in atto al limite della costituzionalità, diventa una corsa contro il tempo di cui Mullen è l’eroe principale. 

Zero Day, da qualche giorno disponibile su Netflix, è un thriller politico vecchio stampo, fatto di colpi di scena, personaggi senza scrupoli, violenza, cospirazione e paranoia. Si ispira, però, a temi contemporanei, dall’importanza della cybersicurezza alla crisi della democrazia, che passa per la progressiva polarizzazione della popolazione e per la disinformazione capillare. La serie evidenzia, infatti, come il sentimento di paura, ormai costante nella società, possa essere usato a vantaggio di un ordinamento sempre più autoritario. Il confine tra la tutela della sicurezza dei cittadini e il controllo a fini politici, oggi giorno, è sempre più sottile: il destino di intere società si basa sulla presunta buona fede di chi le governa. Creata da un team con background giornalistico e con la regia di una delle produttrici esecutive, Linka Glatter, la serie ha un cast eccellente, con un Robert De Niro protagonista ancora in grado di creare personaggi interessanti e un’ottima Lizzy Caplan nei panni di sua figlia, una congresswoman. Nel complesso, Zero Day non tradisce affatto le aspettative: ​riesce a intrattenere, rendendo alla perfezione quel clima angoscioso tipico dei prodotti a tema politico-distopico e tenendo lo spettatore con il fiato sospeso fino all’ultimo.

Abbott Elementary 4 (Disney+)

La quarta stagione di Abbott Elementary è finalmente arrivata su Disney+, con i primi otto episodi disponibili da oggi, 26 febbraio 2025. L’acclamata sitcom, vincitrice di quattro Emmy e tre Golden Globe, segue le vicende di un gruppo di insegnanti in una scuola elementare pubblica di Philadelphia. La protagonista, Janine Teagues (interpretata da Quinta Brunson), insieme ai suoi colleghi, affronta le sfide quotidiane dell’insegnamento con passione e humor. La nuova stagione mantiene intatto il suo stile ironico e realistico, esplorando temi attuali e situazioni in cui qualsiasi educatore può riconoscersi, offrendoci uno spaccato su questo mondo. Tra le novità, gli episodi a tema dedicati ad Halloween e a Natale aggiungono un tocco speciale, mentre un crossover inaspettato con It’s Always Sunny in Philadelphia promette di sorprendere il pubblico.

Questa quarta stagione, composta da 22 episodi, è stata trasmessa negli Stati Uniti su ABC dal 9 ottobre 2024 e si concluderà ad aprile 2025. In Italia intanto potremo goderci la prima parte della stagione su Disney+, mentre la seconda è prevista per i prossimi mesi. Abbott Elementary continua a distinguersi per la sua capacità di combinare divertimento e riflessioni profonde sul sistema educativo, confermandosi una delle serie più apprezzate del panorama televisivo contemporaneo.

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