All’interno del contesto comunitario europeo, l’Italia si è spesso vista attribuirsi epiteti ben lungi dall’essere virtuosi dal punto di vista sociale ed economico. Crescita stagnante, scarsa produttività del lavoro, farraginosità burocratiche e livelli d’istruzione minimi: sono innumerevoli i titoli di giornale che utilizzano la locuzione “fanalino di coda” quando si tratta di statistiche europee comparate. Tra queste, ce n’è una che ha assunto particolare rilievo nei recenti dibattiti parlamentari: la mancanza di una legge sul salario minimo. Concepita a partire dai moti socialisti Europei di metà Ottocento, l’idea di regolare i salari nazionali nasce in concomitanza al riconoscimento dei sindacati...
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