Perché nella stand-up comedy ci sono così poche donne

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Nel Regno Unito, solo il 31% degli stand-up comedian è femmina. Nel 1989 erano il 3%. Le cose sono decisamente migliorate negli ultimi trent’anni, ma basta?Come spiega la contributor di The Vision Alice Oliveri, la stand-up comedy è un “portare in scena con un assetto molto informale e scarno una serie di temi che normalmente rimarrebbero taciuti: nevrosi personali, tabù sociali, religione e sesso. L’effetto che si deve raggiungere è quello di fare sì che chi si sta esibendo più che un attore su un palco sembri un amico, l’amico cazzone ed esibizionista che al tavolo di un bar ti racconta qualcosa di sé o del mondo circostante nel modo più divertente e disinibito possibile”.La quasi totale assenza di donne comiche nella tradizione della stand-up è dovuta sicuramente a un fattore culturale: i late night show, dove la stand-up è nata, sono sempre stati condotti da uomini bianchi, a partire dal leggendario Saturday Night Live. Accanto a questo però c’è anche un enorme e secolare pregiudizio, ovvero che le donne non sappiano far ridere. Si pensa infatti che l’umorismo, specie il tipo di umorismo sboccato e cinico che richiede la stand-up, non sia previsto nella “mistica della femminilità”. Così le comiche che scherzano su certi temi vengono considerate esagerate o fuori luogo: basti pensare agli attacchi che ricevono quotidianamente personaggi come Ali Wong, Amy Schumer o Lena Dunham, solo per citarne alcune.Nel luglio 2018 nel suo special per Netflix Nanette, Hannah Gadbsy, una lesbica non binaria originaria della Bible Belt australiana, rifletteva sul ruolo della commedia e del riso, in particolare per quei comici che appartengono a una minoranza. È giusto far ridere ritagliandosi uno spazietto all’interno della narrazione dominante e auto-denigrandosi? Con Nanette, Gadbsy cercò di ribaltare questo meccanismo, ma anche il suo spettacolo fu oggetto di pesanti critiche da parte di chi non lo trovava divertente a sufficienza.Insomma, le comiche nella stand-up devono affrontare una doppia dose di critiche e il loro lavoro viene sempre letto sotto la lente del loro genere. Fino a quando continueremo a considerarle delle “quote rose” della commedia, le donne non riusciranno mai ad essere apprezzate quanto meritano.

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