La democrazia brasiliana è in pericolo. Le parole di Bolsonaro lo dimostrano.

Ieri, il rappresentante dell’estrema destra Jair Bolsonaro ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, guadagnando il 55,1% dei voti dopo aver raggiunto la maggioranza anche al primo round, tre settimane fa. L’avversario, Fernando Haddad, leader del Partido dos Trabalhadores (Partito dei Lavoratori) fondato da Luiz Inácio Lula da Silva nel 1980, è stato sconfitto con il 45%. Bolsonaro ha tenuto il primo discorso da presidente in diretta Facebook, seguita da una preghiera collettiva. Lula, il candidato favorito, leader della sinistra, era stato messo fuori gioco a inizio aprile da una controversa condanna per corruzione, per la quale si trova tuttora in carcere. È stato dunque sostituito in extremis da Fernando Haddad, che però non godeva di altrettanta fama e che ha scontato sulla sua pelle le conseguenze dei recenti scandali che hanno coinvolto il Partito dei lavoratori.

Il nuovo presidente della quarta democrazia più grande del mondo è dunque un uomo che si è reso famoso per le posizioni intolleranti verso neri, omosessuali, donne e, più in generale, per una visione autocratica dello Stato, nonché per una visione quantomeno critica della questione ambientale. Queste sono alcune delle sue dichiarazioni più esplicitamente controverse.

“Sono favorevole alla dittatura.”
Sessione aperta della Camera dei Deputati, 1993

Giornalista: “Se fosse il Presidente della Repubblica oggi, chiuderebbe il Congresso Nazionale?”
“Non c’è dubbio. Farei un colpo di Stato il giorno stesso! Il Congresso non funziona! E sono sicuro che almeno il 90% della popolazione festeggerebbe, applaudirebbe, perché non funziona. Il Congresso oggi non è buono a niente, fratello, vota solo quello che vuole il presidente. Se lui è la persona che decide, chi comanda, chi batte il Congresso? Quindi facciamo un colpo di Stato alla svelta, andiamo dritti verso la dittatura.”  […]
“La pau-de-arara (una tecnica di tortura) funziona. Sono favorevole alla tortura, lo sa. E anche tutto il popolo è favorevole.”
[…]
“Con il voto non cambierete niente in questo Paese, niente, assolutamente niente! Cambierà soltanto, per vostra sfortuna, un giorno, quando cominceremo una guerra civile e faremo il lavoro che il regime militare non ha fatto. Ammazzarne 30mila, a partire da FHC (l’allora presidente Fernando Henrique Cardoso), non buttarli fuori a calci, ucciderli proprio! Se qualche persona innocente morirà, pazienza, in tutte le guerre muoiono gli innocenti.”
[…]
“Il mio consiglio e quello che faccio: imbroglio sulle tasse il più possibile. Se non devo pagare niente, non pago.”
Programma TV Câmara Aberta, 23 maggio 1999

“La situazione di questo Paese sarebbe migliore se la dittatura avesse ucciso più persone.”
Quotidiano Folha de São Paulo, 30 giugno 1999

“Non ho mai picchiato la mia ex-moglie. Ma ho pensato di spararle varie volte.”
Rivista IstoÉ, 14 febbraio 2000

“Non voglio litigare o discriminare, ma se vedessi due uomini baciarsi per strada, li picchierei.”
Quotidiano Folha de São Paulo, 19 maggio 2002

“Adesso sarei uno stupratore. Non ti stuprerei mai, perché non te lo meriti… puttana!”
Rede TV, risposta alla deputata Maria do Rosário, 11 novembre 2003

“Non potrei mai amare un figlio omosessuale. Adesso non mi metterò a dire qualcosa di ipocrita: preferirei vedere mio figlio morire in un incidente d’auto che vederlo con un ragazzo coi baffi. Per me, sarebbe morto. […] Se tuo figlio comincia a comportarsi come un frocetto, picchialo con la cintura, e comincerà a cambiare il suo atteggiamento.”
Programma TV Partecipação Popular, 17 ottobre 2010

Preta Gil (attrice e cantante): “Se suo figlio si innamorasse di una donna nera, cosa farebbe?”
“Oh Preta, non voglio mettere in discussione la promiscuità con chiunque essa sia. Non corro questo rischio e i miei figli sono stati cresciuti bene e non vivono in quegli ambienti che, per tua sfortuna, frequenti tu.” Programma Tv O povo quer saber, 28 marzo 2011

“Se una coppia omosessuale venisse a vivere vicino a me, svaluterebbe la mia casa. Se andassero in giro tenendosi per mano e baciandosi, la svaluterebbero.”
Playboy Magazine, 7 giugno 2011

Intervistatore: “È orgoglioso della vita di Hitler?”
“No, orgoglio non ne ho, ok?”
Intervistatore: “Le piace?”
“No. Deve capire una cosa: la guerra è guerra. E lui era un grande stratega.”
[…]
Intervistatore: “Ha mai picchiato una donna?”
“Sì. Ero un ragazzo, a Eldorado, una ragazza mi stava provocando…”
Intervistatore: “L’ha sbattuta al muro, qualche colpetto?”
“No, beh… (ride) Sono sposato. A mia moglie non piacerebbe questa risposta.”
Programma TV Sem Saída, 26 marzo 2012

“Gli omosessuali non troveranno pace. E ho un’immunità congressuale per dire che sono omofobo, sì, e ne sono molto orgoglioso se questo è per difendere i bambini nelle scuole
TWTV, 5 giugno 2013

“Non assumerei una donna con lo stesso stipendio di un uomo. Ma ci sono molte donne che sono competenti.”
Programma TV SuperPop, 15 febbraio 2016

“Oltre al Brasile, sopra a tutti, visto che siamo un Paese cristiano, sopra tutti c’è Dio! È uno Stato cristiano, e se c’è una minoranza che è contraria, che se ne vada! Rendiamo il Brasile per le maggioranze! Le minoranze si devono inchinare alle maggioranze! La legge deve esistere per difendere la maggioranze. Le minoranze devono adattarsi o semplicemente scomparire!”
Evento a Paraíba, 8 febbraio 2017

“La violenza si combatte con la violenza.”
Programma TV The Noite with Danilo Gentili, 20 marzo 2017

“Sono andato con i miei tre figli. Oh, c’era anche l’altro, erano quattro. Ne ho anche un quinto. Ho avuto quattro maschi e col quinto ho avuto un momento di debolezza ed è uscita una femmina.”
[…]
“Se divento presidente, non ci saranno soldi per le Ong. Questa gente inutile deve andare a lavorare. Se arrivo lì, per quanto mi riguarda ogni cittadino avrà un’arma da fuoco in casa. Non ci sarà più un solo centimetro demarcato per le riserve indigene o per i quilombolas (insediamenti per i discendenti degli schiavi fuggiti e liberati, che hanno lo status di rifugiati).
[…]
Qualcuno ha mai visto un giapponese chiedere l’elemosina? No, perché è una razza che prova vergogna. Non è come la razza che c’è qui, o come la minoranza di ruminanti qui vicino.”
Discorso all’Hebraica Club, Rio de Janeiro, 3 aprile 2017

“Il grosso problema in Brasile è che il governo sta col fiato sul collo degli uomini d’affari […] I lavoratori devono decidere: meno diritti e occupazione oppure tutti i diritti e disoccupazione.”
[…]
“Darei carta bianca alla polizia per uccidere.”
Evento a Deerfield Beach, Florida, 8 ottobre 2017

“Siccome ero single all’epoca, usavo i soldi del mio stipendio da deputato per scopare.”
Programma TV Folha, 11 gennaio 2018

“Noi siamo la maggioranza. Costruiremo una nuova nazione. Hanno perso nel 2006 e perderanno ancora la prossima settimana. la sola differenza è che ora la pulizia sarà molto più ampia. O se ne vanno, o finiranno in prigione. Questi emarginati rossi saranno banditi dalla nostra terra natale. E tu, Lula da Silva, marcirai in prigione! E aspetta che ti raggiunga anche (Ferdinando) Haddad. Visto che vi amate tanto, marcirete insieme in prigione! Petralhada! (un termine denigratorio per i supporter del Partito dei Lavoratori) Non avrete un’altra chance nel nostro Paese, taglierò tutti i vostri privilegi. Non avrete più le vostre Ong. Ci sarà un repulisti mai visto prima nella storia del Brasile! Voi vedrete le forze armate orgogliose, vedrete la polizia civile e militare attuare, con la tutela della legge, tutte le leggi contro di voi. Voi, criminali dell’Mst (movimento dei lavoratori senza terra), criminali dell’Mtst (Movimento dei lavoratori senza dimora), le vostre azioni saranno classificate come terrorismo! Vinceremo questa guerra, senza menzogne, senza fake news, senza la Folha di San Paolo (tra i maggiori quotidiani del Paese), il più grande produttore di bufale della storia brasiliana! Noi amiamo le nostre famiglie e non vogliamo il socialismo! Il Brasile sopra tutti e dio sopra tutto! Andiamo a vincere!”
Video live durante un evento di campagna elettorale a São Paulo, 21 ottobre 2018

Segui Redazione su The Vision
Seguici anche su:
Facebook    —
Twitter   —