La nuova strategia Facebook di Salvini rischia di farlo sparire da Facebook - The Vision

No, non è una boutade messa in scena da un profilo fake ispirato al leader della Lega, Matteo Salvini, e non è neanche un flash-mob virtuale di qualche collettivo, come il fortunatissimo “Gattini su Salvini”, organizzato da Progetto Kitten nel 2015. Purtroppo è tutto vero. Sulle pagine social del capo del Carroccio è partito un concorso dal titolo “Vinci Salvini”, una specie di raccolta punti social simile a quelle dei supermercati, ma senza bollini e dove non si vincono posate, bicchieri, pentole o pirofile, ma Salvini, in carne e ossa.

A questo punto deduco che sarete tutti curiosi di sapere come ricevere il capo della Lega direttamente a casa vostra e senza costi di spedizione. Il logo della singolare “gara social” (così viene definita sul sito ufficiale di Salvini) è già un programma. Avrete sicuramente visto migliaia di volte il marchio della Metro Goldwyn Mayer in testa a un qualsiasi film hollywoodiano. Bene. Ora virate tutto in blu, togliete il leone e al suo posto metteteci un Matteo Salvini sorridente.

Come funziona “Vinci Salvini”? Giocare è molto semplice: basta avere un profilo Facebook, registrarsi tramite questo al “contatore di like” che si trova sul sito del candidato premier e mettere una bella spunta sul solito “Accetto Termini e Condizioni” per regalare per qualche giorno, a lui e alla società che gestisce il servizio, i propri dati personali, le foto di cene con amici, vacanze al mare, matrimoni e tutto quello che si è postato in anni e anni di iscrizione al social network. Dati che – si legge sull’informativa – “sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti”.

Una volta registrati, per cercare di vincere il premio bisogna accumulare punti; per farlo è necessario mettere dei “mi piace” ai post della pagina ufficiale di Matteo Salvini – a patto che tali post non siano stati pubblicati da più di tre giorni (già vi vedevo a mettere like su anni e anni di “prima gli italiani”). Gli utenti che per primi appongono il “Mi piace” ottengono un punteggio maggiore. La tabella dei punteggi prevede 500 punti per le prime dieci posizioni, 250 punti per le prime cento, 200 punti per le primi mille e così via. Il “vincitore giornaliero” avrà diritto una telefonata con Matteo Salvini e a un post con la propria foto, che verrà diffuso sui canali social del Capitano (sì, avete letto bene: il “Capitano”), raggiungendo un pubblico di quasi tre milioni di persone. Chi invece riuscirà ad aggiudicarsi il primo posto della classifica settimanale potrà incontrare Matteo Salvini per un appuntamento riservato, durante il quale sarà prodotto, se il vincitore lo vorrà, anche un video, poi pubblicato sulle pagine Facebook, Instagram, Twitter e YouTube dei leader leghista. Eravate indecisi su cosa regalare alla vostra metà per San Valentino? Ecco, ora lo sapete.

Spero che molti di voi si stiano chiedendo, come me, il perché di tutto questo. La risposta la troviamo nell’invito del Capitano presente sul sito, un breve testo firmato dal premio in persona:

Ma la vera domanda è: cosa ha spinto il leader del Carroccio a prestarsi a questa assurda operazione social e a trasformarsi in una moderna versione della Mucca Carolina? La risposta è molto semplice: grazie al concorso i “like di qualità” della pagina Facebook ufficiale di Salvini cresceranno visibilmente e soprattutto in pochissimo tempo. Il motivo è contenuto nell’algoritmo che regola le funzioni del social network, un insieme di azioni in parte visibili e in parte celate che possono essere utilizzate e veicolate dai social media manager per far crescere le pagine di personaggi e società. Ogni volta che ognuno di noi clicca sul fatidico “mi piace” sotto un post, la preferenza è mostrata a una buona parte dei nostri contatti, in particolare a coloro che con condividono interessi comuni all’autore del post. Gli interessi sono in parte dichiarati dagli utenti (film e cantanti preferiti, istruzione e corsi a cui si è partecipato, squadra per cui si fa il tifo ecc…), in parte calcolati da Facebook secondo le azioni che scegliamo di “registrare” quando postiamo qualcosa – dalla nostra posizione, all’albergo dove abbiamo pernottato; dagli eventi a cui partecipiamo, alle petizioni che firmiamo virtualmente e così via. Per esempio, se metteremo “mi piace” al post di un famoso calciatore, l’azione comparirà in alto su un buon numero di wall del social network, in particolare sui profili dei nostri contatti che condividono e commentano i post di quel calciatore o di altri calciatori, ma anche su quelli di chi si è scattato un selfie allo stadio durante una partita. Di conseguenza, ogni like ulteriore ai post condivisi da Salvini accrescerà il suo potenziale pubblico e attrarrà altri like di persone che condividono un interesse per gli argomenti trattati. Di conseguenza, specialmente se il social media manager ci saprà fare, una buona parte degli utenti che metteranno i nuovi like verrà poi invitata a mettere il like più importante: quello alla pagina del Capitano.

Che Matteo Salvini tenga molto ai “mi piace” è un fatto abbastanza evidente. La sua pagina Facebook ufficiale conta quasi due milioni di fan (in questo momento oltre 1.990.000), quasi il doppio di quelle di Matteo Renzi (quasi 1.113.000), Luigi di Maio (più di 1.177.000) e Silvio Berlusconi (circa 1.030.000). Tuttavia, il numero di engagement sui suoi post, ovvero gli utenti effettivi che con essi interagiscono, è spesso molto basso se rapportato all’alto numero di seguaci. Il perché di questo disallineamento tra i like sulla pagina e le azioni sui post potrebbe spiegarsi con il possibile ricorso, da parte di chi ha gestito negli anni la pagina del leader della Lega, ad acquisti di pacchetti di like, con quelle formule che ti permettono di acquisirne migliaia in pochi giorni. I like comprati, in particolare quelli offerti a un prezzo assai più basso di quello calcolato da Facebook (variabile secondo tipologie di interessi e numero di like già presenti) presentano però il problema per cui spesso non garantiscono il suddetto engagement, da cui dipende l’efficacia stessa della pagina. Attualmente, la percentuale media di engagement sulla pagina ufficiale di Matteo Salvini sembrerebbe decisamente bassa, fissa al 14% secondo Likealyzer. In pratica, pur contando migliaia di like, commenti e condivisioni a ogni post, il Capitano viaggia su numeri decisamente inferiori rispetto a quelli che dovrebbe garantirgli il suo vastissimo pubblico. Altro indizio che potrebbe confermare la tesi dei like non genuini, è l’alto numero di fan stranieri che sembrano seguire la pagina di Salvini. Anche in questo caso, per trovarli, esistono diversi tool gratuiti come “Facebook Like Checker” che permettono di dividere i “mi piace” delle pagine analizzate per geolocalizzazione. È chiaro che difficilmente Matteo Salvini potrà contare tra i suoi fan di più di 12 (dodici) affezionati leghisti islamici residenti in Iran, sarebbe altamente probabile che ci fosse qualcosa che non quadra se dovessero essere di più.

Ma il vero problema di questa “Metti Mi Piace, Vinci un Appuntamento con Salvini”, orgoglio del leader che si sente più social di tutti, è che l’operazione sembrerebbe essere contraria alle linee guida di Facebook. Il social network californiano ha infatti pubblicato lo scorso 18 dicembre una diffida proprio contro l’engagement-baiting.

“I nostri utenti ci hanno detto che non gradiscono i post di spam su Facebook che li spronano a interagire con Mi piace, condivisioni, commenti,” si legge sulla nota,”questa tattica, nota come engagement bait, cerca di sfruttare l’algoritmo del feed di notizie aumentando le interazioni al fine di ottenere una maggiore diffusione dei post. Quindi, a partire da questa settimana, inizieremo a declassare i singoli post di persone e Pagine che utilizzano l’engagement-bait.”

A quanto pare, Salvini – e i suoi social media manager – avrebbe trovato il modo per aggirare questo regolamento. In ogni caso, non saranno solo i singoli post di Salvini a essere visti di meno. Se questa strategia si dovesse protrarre nel tempo il leader della Lega potrebbe vedere la sua Pagina svanire nel buco nero dell’algoritmo di Facebook. “Nelle prossime settimane,” continua infatti la nota, “inizieremo a implementare penalizzazioni più rigorose per le Pagine che utilizzano sistematicamente e ripetutamente l’engagement-bait per aumentare artificialmente la diffusione dei post nel News Feed.”

Insomma, il gioco a premi che regalerà ai fortunati vincitori una telefonata o addirittura un incontro immortalato da foto e video con il leader del popolo leghista, invece di aiutare l’ex leoncavallino a superare la “censura” di giornali e tv, rischierà concretamente di farlo scomparire da Facebook.

Dopo anni di post segnalati da migliaia di utenti per incitamento all’odio e al razzismo scopriamo quindi per paradosso che l’unico modo per cancellare i post di Matteo Salvini dai social network potrebbe essere Matteo Salvini stesso.

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