Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico, ha depositato in Parlamento la nuova legge elettorale: il Rosatellum (bis). Definito anche Porcellum 2.0, questa legge elettorale è nell’opinione di molti uno sgambetto all’essenza del Movimento 5 Stelle. La cosa paradossale, tuttavia, è che la legge, ipso facto, non conviene a nessuno. Toninelli e Crimi (M5S) hanno presentato una lettera di lamentele a Laura Boldrini, sostenendo che ci sia stata una violazione delle Regolamentazioni che sovrintendono l’iter della legge. Insomma, tanto per cambiare, che sia l’Italicum, il Mattarellum, il Porcellum o il Rosatellum, appunto, in Parlamento gli animi sono più caldi che mai. La legislatura è alla “volata finale”, la campagna elettorale, di fatto, non si è mai fermata, Renzi si attira la furia del Quirinale per la fiducia sulla legge elettorale, l’Austria finisce nelle mani di Kurz e nel frattempo Trump decide di uscire dall’UNESCO. Panorama bucolico, ma la domanda è: “E i pentastellati?”.

Le attività della trinità – Di Maio, Di Battista, Grillo – sono altrettanto sotto i riflettori. Luigi di Maio, candidato in pectore del M5S, in questi giorni si divide tra l’avvocatura della sindaca di Torino, filippiche ioneschiane sulle carceri e invettive contro il Rosatellum. Di Battista, invece – che incarna un po’ il lato rock&rolla del più istituzionale Di Maio – non scorrazza più da tempo a bordo del suo scooter e ultimamente lo si trova davanti a Montecitorio per manifestare contro la legge elettorale. Il trend topic, insomma, è sempre quello. Grillo, intanto, è troppo impegnato a cancellare bestemmie dal suo blog. Superata la facciata, ho provato a immergermi nel mare magnum dei comuni a 5 stelle – un mare che non è poi tanto magnum visto che hanno in mano 45 città, di cui 17 sotto i 20mila abitanti – cercando di fare il punto della situazione tra indagati e non. Lo dico subito: poteva andare peggio.

Se per essere chiari è necessario essere schematici, ho iniziato a controllare i 28 comuni stellati sopra i 20mila abitanti. In questo orizzonte di senso la situazione è la seguente: il 35% dei sindaci di queste città è o è stato indagato. Non incluse nel computo le città di Parma e di Quarto. Non indagata, infatti, ma con una condotta (secondo il pm Woodcock) “poco lineare”, Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto. Indagato invece il marito, Ignazio Baiano, per falso e violazione delle norme edilizie nell’inchiesta sul presunto abuso edilizio. Ai tempi della bufera, stando alle intercettazioni, Capuozzo era sull’orlo di una crisi di nervi: “non ce la faccio più, non posso finire in galera per colpa di qualcun altro”. Nonostante sia stata espulsa dal Movimento, è rimasta sulla poltrona di Sindaco, sfilandosi il vessillo grillino. Pizzarotti, invece, che era stato indagato per le nomine al Teatro Regio di Parma, è stato prima sospeso dal Movimento per poi decidere lui stesso di abbandonarlo. Dopo l’archiviazione di questa indagine a suo carico, non vede l’ora di togliersi “qualche sassolino”.

L’asse Roma-Torino è sempre stato al centro dell’attenzione mediatica. La Raggi, che si era pro-posta come il Bergoglio laico – basta sprechi e via dicendo – minaccia oggi di denunciare l’Espresso per via di un articolo secondo il quale pare che abbia fatto “il pieno di assunzioni, spesso nel giro di amici” per un totale spesa di 4,1 milioni di euro. All’insegna del risparmio, insomma. La Raggi è coinvolta ora, con la richiesta di rinvio a giudizio, in un procedimento per falso ideologico in atto pubblico, relativamente alla nomina di Renato Marra, mentre dalla Procura è stata archiviata l’accusa di abuso d’ufficio per l’assunzione di Romeo. L’enfant prodige del Movimento, Chiara Appendino, intanto è indagata per “falso ideologico in atto pubblico”. La faccenda, intricatissima, ha a che fare con un debito comunale, nei confronti di Ream, che secondo la Procura della Repubblica scomparso dal bilancio 2016. Il fatto concerne la zona dell’ex Westinghouse. La Ream, quattro anni fa, acquisì il diritto di prelazione sull’area, versando al comune una quota di 5 milioni. Nel 2013 il progetto se lo aggiudica Amteco-Maiora. Il Comune, nel frattempo, incassa 19,7 da privati da cui avrebbe dovuto detrarre i 5 milioni. Quella cifra, però, sembra che non sia mai stata versata, messa per iscritto o altro. Per tutta risposta la Appendino si dice “assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l’interesse della Città e dei torinesi”.

Della serie Livorno delenda est, Filippo Nogarin perde altri pezzi. I consiglieri Edoardo Marchetti e Alessio Batini lasciano il Movimento perché “in polemica con Grillo”. Come se a Nogarin non bastassero l’accusa di bancarotta, e per quanto riportato dalla stampa, anche le iscrizioni per abuso d’ufficio e il falso in bilancio, oggi la giunta livornese sembrerebbe prossima alla crisi. La ipotizzata bancarotta fraudolenta, come il sindaco Nogarin ribadisce su Facebook, è l’unico reato di cui sia a conoscenza: il fatto consisterebbe nell’assunzione di 33 precari prima di aver presentato richiesta in tribunale. L’ipotesi di falso in bilancio riguarda l’approvazione del bilancio di Aamps (2014) avvenuta nel 2015. Al parere contrario del collegio dei sindaci revisori, Nogarin ha proceduto ugualmente perché “altrimenti la società [sarebbe fallita] e 300 posti di lavoro [sarebbero stati] a rischio”. L’ipotesi di abuso d’ufficio riguarda la revoca del consiglio di amministrazione di Aamps, revoca arrivata nove mesi prima del dovuto.

Passando dal Lazio, prima di traghettare verso le isole, le due città calde sono Pomezia e Civitavecchia. La situazione, anche qui, non è delle più rosee. Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, quando ricevette l’avviso di garanzia reagì più o meno così: “Sapete cosa è successo? Anche io ho ricevuto un avviso di garanzia, ma è già tutto archiviato. Pensate che disastro se mi fossi dimesso per un avviso di garanzia basato su accuse inconsistenti”. Eh sì, perché poco dopo il Gip dispose l’archiviazione, come da richiesta del pubblico ministero e il “cielo sopra Pomezia” tornò a risplendere; almeno fino a qualche mese fa. La  denuncia, aveva a che vedere con la sepoltura di un morto. L’agenzia funebre “La Migrazione” di Monica Tartaglia avrebbe dovuto seppellire un corpo di lunedì. Secondo una vecchia disposizione comunale il cimitero, quel giorno, chiudeva alle 14. La Tartaglia fece notare che quel provvedimento era scaduto il dicembre dell’anno precedente; il sindaco, però, non diede comunque il via libera. Risultato? Il cadavere venne sepolto il giorno dopo e la Tartaglia sporse denuncia. In seguito però, a maggio 2017, la Corte Suprema ha annullato il provvedimento di archiviazione dell’indagine e Fucci è formalmente di nuovo sottoposto a indagini. A Civitavecchia, invece, Antonio Cozzolino, sindaco destinatario di una serie di avvisi di garanzia, rischia di essere bannato dal Movimento. Cozzolino, stando a quanto riportano gli organi di stampa è stato accusato di abuso d’ufficio, violazione della privacy, violazione della posta certificata di un libero professionista e appropriazione indebita*. Jackpot, se si considerano le premesse dei Cinquestelle.

Superato il trambusto laziale, speravo che in Sicilia sarebbe andata meglio.

Mi sbagliavo. Qui il trittico è: Patrizio Cinque (Bagheria), Domenico Surdi (Alcamo) e Federico Piccitto (Ragusa). Cinque, famoso per aver aggredito verbalmente un cittadino – “ti strappo il cuore” – è sotto accusa per abuso d’ufficio e per aver omesso degli atti all’interno di un’inchiesta circa la gestione dei rifiuti. Surdi, ancora alle prese con gli incendi estivi, è indagato per abuso d’ufficio e falso per via della richiesta di riapertura di alcuni pozzi cittadini. Piccito, che è indagato per abuso d’ufficio, ha presentato tramite il suo legale un’istanza per smarcarsi. Il fatto riguarda un’area di parcheggi adibita al porto di Marina di Ragusa.

Dalla Sicilia ci spostiamo in terra sarda. Da una parte Mario Puddu (Assemini), accusato dall’ex segretaria comunale (Daniela Petricci) di aver costruito una “campagna denigratoria nei suoi confronti”, è indagato per presunto abuso d’ufficio, come lui stesso ha comunicato all’epoca con un post su Facebook . Dall’altro lato della barricata c’è Sean Christian Wheeler, primo cittadino di Porto Torres, che è attualmente sotto inchiesta per le modalità di scelta dei rappresentanti in comune – ha fatto tutto via Facebook.

Gli altri comuni sopra i 20mila abitanti sono salvi. Menzione d’onore va fatta per Alessandro Ferro (Chioggia) di cui viene contestata l’ineleggibilità (è stato fatto ricorso al Tar); e Paolo Massidda (Carbonia) che esce pulito dallo scandalo delle firme false. Sotto i 20mila tutto regolare, eccezion fatta per la sindaca di Anguillara, che ora rischia l’espulsione dal Movimento per non aver “comunicato una condanna per calunnia”.

Tutto sommato poteva andare molto peggio. A questo punto sarei curioso di sapere come sono messi gli altri partiti. Che la campagna elettorale abbia inizio. Ah già, quella del ’48 non è mai finita.

Integrazione di Domenica 22 ottobre 2017 Ore 16:50.

*Con riferimento all’articolo “Il 35% dei sindaci M5S eletti nei Comuni con oltre 20 mila abitanti sono stati indagati” rendiamo noto – pur non avendo ricevuto una richiesta di rettifica dell’interessato – che, per quanto ci è stato segnalato, il Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino, a commento del suddetto articolo, sulla propria bacheca Facebook, ha smentito la notizia per la quale sarebbe stato “destinatario di una serie di avvisi di garanzia”. Aggiungiamo che, secondo quanto lo stesso ha dichiarato in passato ad altra testata egli non ha ricevuto una qualche informazione di garanzia ma un decreto penale di condanna “in seguito a degli accertamenti della ASL in alcuni uffici comunali” e contro tale decreto penale di condanna ha quindi proposto opposizione con conseguente emissione nei suoi confronti di decreto di giudizio immediato ai sensi dell’art. 464 c.p.p.

Per quanto riguarda la vicenda legata alla violazione di una casella pec e alla presunta produzione di atti falsi da parte della Giunta di Civitavecchia, per completezza di informazione, rendiamo altresì noto che lo scorso anno – ai tempi della diffusione della notizia della proposizione della denuncia contro ignoti  da parte di un ex dirigente del Comune di Civitavecchia –  il medesimo Sindaco ha diffuso un comunicato con cui ha escluso responsabilità proprie e della sua Giunta

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