Manifesto

Alla base della nascita di questa testata c’è la volontà, a tratti ideologica, di spingere il suo pubblico e chi aderirà alla sua analisi e linguaggio a tornare ad avere una “visione di insieme” sugli eventi e sulla realtà empirica che lo circonda. In una fase storica caratterizzata da uno spiccato individualismo THE VISION si fa interprete di un valore smarrito quale è la cultura sociale, aiutando le nuove generazioni a riappropriarsi di una capacità di analisi critica finalizzata a una maggiore consapevolezza e autocoscienza che consenta loro di evolvere e di difendersi dalle numerose insidie intrinseche al modello economico e socio-culturale contemporaneo. Se da un lato il fine è appunto quello di evolvere, imparando a scegliere criticamente, dall’altro il processo di innalzamento si fonda su un principio di inclusione e non di selezione aristocratica.

THE VISION ambisce ad essere contemporaneamente un prodotto di eccellenza e un fenomeno di massa, ponendosi l’obiettivo di rigenerare il tessuto mediatico tradizionale ormai inadatto a dialogare con le fasce di popolazione più giovani. È in atto una evidente frattura generazionale che non ha precedenti così significativi se non quella che avvenne negli anni ’60 dello scorso secolo. Il cambio di paradigma è così profondo e rivoluzionario da creare una linea di demarcazione intellettuale, comportamentale e di costume fra due segmenti di popolazione, per età di fatto contigui, completamente incapaci di dialogare fra loro, fenomeno mai verificatosi in precedenza negli ultimi 50 anni.

Analogia caratterizzata da una differenza sostanziale: i protagonisti di quella fase storica combatterono in modo consapevole il modello culturale da cui provenivano per poterne costituire uno nuovo a loro, almeno negli intenti, ben chiaro, i protagonisti dell’attuale no.

In una società dei consumi non può mancare un parallelismo forte e una rispondenza diretta fra qualità e distribuzione del sapere da un lato e quantità e distribuzione della ricchezza dall’altro, poiché la seconda sta vivendo uno stravolgimento radicale che porta alla scomparsa di interi comparti e filiere produttive, che per altro costituivano l’ossatura della nostra organizzazione socio-economica, in favore di una concentrazione delle risorse unica e distopica, è evidente quale sia il destino della nostra evoluzione sociale e culturale, laddove non si intervenga per contrastare questo processo.