Nel 1964 fu Nanni Loy uno dei primi a fare ridere sfruttando quel senso di disagio e imbarazzo che si prova nel vedere una vittima ignara coinvolta in una situazione paradossale. Nel suo caso si trattava del celebre sketch della“zuppetta”: in un bar del centro di Bologna, in una mattinata qualsiasi, un distinto signore inzuppa il suo cornetto nel cappuccino di un estraneo, come se fosse del tutto normale. Le reazioni sono diverse. C’è chi fa finta di niente, chi un po’ se la ride, ma il succo è sempre lo stesso: tutti percepiscono l’anormalità di quella situazione. Non so bene perché gli scherzi fatti ad altri ci divertano così tanto, ma quello che innescano è un meccanismo che funziona da sempre, che procura risate facili e a cui la televisione ha attinto a piene mani. La riuscita di uno scherzo sta nella verità della reazione scaturita dall’equivoco: la scena non deve sembrare recitata, in alcun modo fasulla; la comicità della candid camera risiede proprio nella spontaneità degli eventi e della loro vittima inconsapevole– meglio ancora se le reazioni fanno cascare, anche se per poco, l’impalcatura di un personaggio famoso.

Fino a qualche anno fa ci sbellicavamo tra Scherzi a parte, candid camera giapponesi e Ashton Kutcher assoldato per prankare vip su MTV: questa forma di“sentimento del contrario”– se vogliamo dargli un’origine pirandelliana forse un po’ troppo nobile– non poteva certo sfuggire alla fagocitazione di internet. Cosa c’è di più vero di un video su YouTube? Cosa c’è di più vero di uno youtuber, sarebbe meglio chiedersi. Il motivo per cui queste figure in bilico tra tv e internet, nuovi punti di riferimento dell’intrattenimento, riescono a fare incetta di così tanti follower è chiaro. Lo youtuber non è un presentatore, professionale e distaccato, e nemmeno un cantante o un attore, un’irraggiungibile celebrità: è l’amico con cui giocare alla PlayStation, la sorella con cui parlare di vestiti appena comprati, una persona come noi. Ecco il grande inganno di YouTube, l’orizzontalità dei rapporti tra fruitore e creatore. Questa premessa di YouTube, il fatto che sia pieno di contenuti creati dal basso– o almeno così dovrebbe essere– produce due tendenze diverse in chi si diletta nel genere scherzi su internet. C’è chi li mette in atto mantenendo quella base di genuinità fondamentale per la riuscita dello sketch, rischiando però di perdere il controllo della situazione in seguito a un calcolo sbagliato o per un eccesso di spettacolo, con esiti addirittura tragici; c’è chi invece sovverte completamente la logica dello scherzo, privandolo di ogni elemento spontaneo e trasformandolo di fatto in una lunga pubblicità occulta o in una scenetta poco credibile che non capisco proprio perché dovrebbe fare ridere,figuriamoci ingannare qualcuno– e invece.

Di questa seconda categoria fanno parte tutti quegli scherzi confezionati dai professionisti dell’equivoco: i canali YouTube o le pagine Facebook con annessi video che hanno come unico obiettivo quello di riprodurre un perenne stato di comicità che spazia tra Paperissima, le scene slapstick e le commedie sexy anni’80. In sostanza queste persone che devolvono la loro vita al bene del mondo, regalandoci ogni giorno un sorriso, pensano che sia normale per noi credere che i loro scherzi abbiano una qualche base di verità. Tutta la riflessione sulla sorpresa e sul divertimento legato alla reazione inaspettata della vittima decade completamente: canali come Scherzi di coppia o youtuber come Antony di Francesco– per citare due di quelli che reputo i peggiori, ma che contano rispettivamente 686mila e 830mila iscritti, numeri piuttosto alti per canali italiani– hanno instaurato una narrazione demenziale della propria vita intima, dove le vittime degli scherzi sono sempre e solo loro stessi.

Lasciamo stare per un attimo il fatto che magari esista qualcuno che trova effettivamente divertente guardare una coppia che mette in piedi uno scherzo epico del genere“ho tradito la mia ragazza su Lovoo”. Questo genere di comicità reiterata lascia col dubbio che sia impossibile credere a una vittima così ingenua da cascarci ogni volta– non c’è bisogno di scomodare Pierino e il lupo. E poi, altro elemento che mi fa storcere il naso, solo un cieco non si renderebbe conto della quantità di sponsorizzazioni e di pubblicità presenti in questi canali. È come guardare uno spot che invece di avere un set e degli attori ha come protagonisti due ragazzi normali–con tutte le accezioni che questo termine può avere– calati in situazioni che non lo sono. Questo tipo di gag domestiche non manca di prendere pieghe davvero originali, come nel caso della categoria scherzi sexy, le cui vittime sono sempre e solo belle ragazze poco vestite: i fidanzati burloni riescono a individuare ogni volta con precisione il momento in cui fare lo scherzo del secolo, ovvero quando la propria compagna si trova mezza nuda in qualche parte della casa.E quando non sono coppie, ecco i collettivi di modelle che si strappano i tanga o si prendono a schiaffi per farvi ridere a crepapelle. Si tratta di scenari comici talmente vecchi e stantii che non mi stupirei di vedere spuntare a sorpresa Lino Banfi.

Per quanto riguarda invece l’altra categoria di prankers, quella che sfrutta la libertà del mezzo per sbizzarrirsi senza controllo, le cose diventano addirittura pericolose. Una secchiata d’acqua gelata in testa alla propria fidanzata in déshabillé è piuttosto innocua, di cattivo gusto magari, denigratoria per il solito uso strumentale del corpo femminile, certo, ma non mette a rischio nessuno–al massimo il tempo speso nel guardare questi sketch. Ma c’è chi alla banalità preferisce lanciarsi in trame inquietanti con esiti che a volte risultano decisamente dannosi, se non letali.Esiste un filone di scherzi tra genitori e figli, o per dirla in altri termini, tra adulti e minori: un canale YouTube, Toy Freaks, è stato chiuso di recente per via dei suoi contenuti, una serie di video in cui due bambine venivano terrorizzate dal padre per mezzo di strani animali nascosti nella doccia, o fatte vestire da poppanti e comportare di conseguenza, tra pipì addosso e rigurgiti; un altro canale, DaddyOFive, è costato la custodia dei propri figli a due genitori talmente creativi in fatto di scherzi da far credere a uno dei due di essere stato adottato, con le comprensibili reazioni del caso. A sottolineare lo spirito goliardico della loro iniziativa c’è sempre la catchphrase del canale,“it’s just a prank, bro”. Certo, è solo uno scherzo, cosa può esserci di male nel maltrattare i propri figli piccoli per fare ridere qualche centinaio di migliaia di iscritti?

Se coinvolgimenti di bambini e travestimenti inquietanti demarcano quella linea invisibile che esiste tra ciò che potrebbe essere fatto e ciò che non andrebbe fatto, soprattutto su Youtube, l’estremo esito dello scherzo online è quello che coinvolge la morte, come nel caso della coppia di youtuber del Minnesota che per avere più follower sul loro canale ha deciso di deliziare il pubblico con un video in cui la ragazza spara al compagno mentre quello dovrebbe pararsi con un’enciclopedia, anziché una Bibbia. Divertente, no? Spettacolare. Se non fosse che l’uomo è mortodavanti alla telecamera e al figlio di tre anni. O come nel caso più recente di Logan Paul, re indiscusso delle prank wars– ha finto di farsi uccidere in diretta davanti ai suoi fan, ma a differenza dei colleghi è sopravvissuto–che vanta 15 milioni di iscritti al suo canale e che è arrivato a confondere la vita reale con uno dei suoi scherzi, finendo per filmare con in testa un cappellino di Toy Story il corpo di un uomo che si era tolto la vita nella famosa foresta dei suicidi, in Giappone. Lo youtuber, come prevedibile, è stato ricoperto di critiche e si è di conseguenza scusato in un lungo video in cui spiega di aver capito di essere andato“un po’ oltre”. C’è chi dice che la sua carriera su internet sia finita, ma di certo non la sua popolarità.

Il grande paradosso di YouTube consiste nell’aver dato un pubblico a dei momenti che normalmente vivremmo solo noi, nell’intimo della nostra quotidianità– giocare ai videogiochi, truccarci, guardare i vestiti appena comprati, confessarsi e aprirsi fino a scoppiare a piangere, come se fossimo davanti al più caro dei nostri amici. E la velocità con cui si espande questo mondo è direttamente proporzionale a quella con cui può crollare, come dimostra il caso adpocalypse. Contestualizzando questi episodi nella corsa alla viralità non è strano allora che una famiglia rischi di perdere la custodia dei propri figli solo per l’illusione di ottenere un successo planetario, come non è nemmeno così assurdo che uno youtuber pensi che filmare un uomo morto suicida sia legittimo e perfino divertente. L’aplomb vintage di Nanni Loy appare obsoleto al nostro sguardo disilluso, ma la faccia tosta di uno youtuber che arriva a filmare un cadavere “for the lols” sembra avere un risultato opposto a quello a cui mirano canali del genere: se la sincerità di uno scherzo si traduce solo in una smania per la visualizzazione, lo scherzo in questione farà ancora ridere?

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