Gomorra 3 - Episodi 5 e 6: La quiete prima della tempesta - The Vision

In questo pezzo parliamo delle puntate 5 e 6 della terza stagione di Gomorra che andranno in onda il primo dicembre alle 21.15 su Sky Atlantic. 

Abbiamo visto Genny scaricato in mezzo alla strada come un sacco dell’immondizia ancora sporco di sangue, dopo la vendetta spietata del suocero Giuseppe Avitabile. Lo abbiamo lasciato mentre zoppicava a Secondigliano, la sua vecchia casa, e abbiamo immaginato anche l’unica persona a cui avrebbe potuto chiedere aiuto, l’unico fratello rimasto, e così è stato. Ciro l’Immortale, infatti, era là pronto a supportarlo per quello che sembra essere l’inizio di una guerra epocale tra le due facce di Napoli: quella della periferia, dei luoghi che, come dice Genny, sono stati riempiti dalle persone che la città non voleva più, e quella di Napoli centro, la zona che appartiene da sempre ai Confederati. Non era pensabile che un Savastano si facesse togliere così all’improvviso tutto quello che aveva conquistato, compresa la sua nuova famiglia. Ma la strada per tornare alla vetta non è facile, bisogna avere pazienza, tapparsi il naso e investire in attività diverse dalle solite, allearsi anche con chi non ci piace, reclutare nuove leve tra giovani di buone speranze che spesso non hanno ancora assaporato la parte più cruda della criminalità organizzata.

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Dopo essere tornato dalla Bulgaria, Ciro è diventato a tutti gli effetti un professore di criminalità, un guru che impartisce lezioni di economia a una banda di giovani promesse della camorra. Un branco di esaltati che si muovono in sella ai loro fidi destrieri a due ruote, una macchia nera e compatta capitanata da Enzo “Sangue Blu”, il giovane e spesso ingenuo discepolo di Ciro. Enzo nutre una sorta di venerazione per l’Immortale e ha tutta l’intenzione di imparare il più possibile da ogni sua lectio magistralis sul valore del rischio nel mercato. Volete fare il salto di qualità? Volete andare oltre il misero spaccio di marijuana coltivata indoor tra le mura di una chiesa sconsacrata e sotto agli occhi di un crocifisso rassegnato? Volete uscire dal vostro vialetto, dalla vostra comfort zone di criminalità confinata al quartiere Sanità? Bene, dovete affidarvi a Ciro l’Immortale e non esaltarvi per qualche banconota che siete riusciti a racimolare derubando una banca. Quello è solo l’inizio. Il vero potere si ottiene con pazienza e costanza, i soldi nascono solo da altri soldi. E in effetti, questo triangolo Ciro-Genny-Enzo –l’ultimo inconsapevole di essere ai servizi del secondo – sembra funzionare molto bene: in pochissimo tempo i tre si prendono una nuova piazza, quella che sta nel cuore di Napoli (e che, probabilmente, anche molti spettatori conoscono). La droga non si vende dentro scenari decadenti fatti di cemento e povertà ma nei bar, nelle discoteche, nei luoghi di incontro per persone di tutt’altra provenienza: persone che studiano, che si vestono bene. La si vende ai figli e alle figlie della borghesia partenopea. La distanza tra noi che guardiamo e quello che è rappresentato si annulla: viene quasi da chiederti se quella volta che di sabato sera in centro hai comprato pochi grammi di erba non stavi contrattando proprio con la versione reale di uno di quei personaggi. È solo questione di tempo però prima che i Confederati di Napoli centro si accorgano che qualcuno sta rubando la loro clientela, ed Enzo Sangue Blu potrebbe farli arrabbiare ancora di più tradendo il patto che sua madre aveva stretto con loro.

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‘A fatica nun è mai troppa

Genny è particolarmente motivato e meticoloso nella pianificazione della guerra che si appresta a combattere, tanto da rivolgersi a un vecchio amico per chiedere aiuto all’unica entità che può scavalcare la carestia che affligge Secondigliano, impedendogli di risalire alle vette del suo potere passato: la politica. Michele Casillo, il sindaco di Gugliano che già nella prima stagione si era fatto largo nelle elezioni locali grazie all’aiuto della camorra, non esita un secondo davanti alla proposta di Genny, il quale gli offre un bacino di voti assicurati in cambio di posti ‘e fatica, cioè di lavoro. Apre così un vero e proprio ufficio di collocamento gestito dai soliti scugnizzi al soldo di Genny, al quale si rivolgono persone perlopiù disgraziate, uomini e donne in cerca di un’occupazione (ottenuta al prezzo di quindicimila euro). Sono soldi facili ma fondamentali per il nuovo boss Savastano che deve prepararsi a una guerra così importante. Anche Patrizia viene coinvolta con un ruolo di comando in questo nuovo canale che, al momento, sembra essere l’unica alternativa alla desolazione di Secondigliano, e questo lascia intendere che il suo personaggio potrebbe diventare ancora più centrale di quanto non lo sia già stato finora.

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Il miglior business è la fame

Casillo, gli appalti e la squadra di motorini che domina il centro di Napoli però non sono abbastanza per garantire a Genny di riottenere il posto che gli è stato sottratto. È tempo di scordarsi il passato e fare pace con i vecchi nemici, specialmente quando questi nemici nel frattempo sono diventati gli unici che contano veramente nel mercato dello spaccio di Secondigliano. Scianel deve salire a bordo nell’operazione risalita di Genny e Ciro, ma non sembra del tutto convinta. Quando Patrizia le suggerisce di incontrare Genny per discutere della sua offerta, Scianel risponde lapidaria: “Un figlio l’avevo, l’ho perso, altri non ne voglio”. L’idea di una bella sorpresa in serbo per lei però basta a convincerla a incontrare Genny, che viene cinicamente deriso dalla donna più potente di Secondigliano per essersi messo nel business delle pompe funebri. Ma gli affari vanno male anche per lei e la comparsa di Ciro l’Immortale la spinge ad accettare, in nome dei bei tempi, la proposta di Genny.

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Il cavallo di Troia

I ragazzi di Napoli centro sono uno strumento fondamentale per Genny e Ciro: sono la manovalanza che hanno perso nell’ultima battaglia da cui sono usciti sconfitti e ora indispensabile per combattere la guerra che è alle porte. Enzo Sangue Blu deve dare un’ulteriore prova di fedeltà per guadagnarsi la stima di Ciro e passare così da piccolo spacciatore di vicolo a camorrista professionista. L’Immortale, che già all’inizio della prima stagione si era occupato di dare a Genny il battesimo di fuoco necessario per essere promosso a vero criminale, affida ora a Enzo lo stesso compito: c’è un uomo che dà fastidio, non è contento della fatica che Genny gli ha procurato e va presto eliminato perché potrebbe essere rischioso ai fini del piano. Enzo è il cecchino designato, deve dare prova del suo valore, facendo qualcosa che non ha mai fatto. Chiede a Ciro con gli occhi sgranati com’è uccidere qualcuno. “Come nascere”, si sente risponde, e il patto tra i due sembra definitivamente sugellato. Così, Sangue Blu, per “nascere”, si ritrova a guardare di nascosto la vita di un altro per farlo fuori prendendolo alle spalle. Enzo segue l’uomo che dev’essere ucciso e lo vede mentre è in piscina col figlio disabile, ma l’immagine non basta a mettersi tra lui e la sua voglia di diventare un pezzo grosso della camorra. L’esito della sua missione coincide con il finale spaventosamente ironico per cui, a curare i funerali dell’uomo ucciso, saranno proprio i servizi funebri di Genny. Un finale che ricorda quanto le cose che succedono dentro la camorra siano in realtà strettamente collegate anche al mondo esterno, dettaglio che non dovremmo mai lasciarci sfuggire mentre guardiamo la serie.

Tutte le fotografie sono di Gianni Fiorito. 

 

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